Calipso che si nutre solo di spiccioli di vita

Sono stata brava.
Ultimamente mi plaudo da sola con una frequenza che ha dell’imbarazzante e forse anche del patetico, ma ieri era Pasqua e casa mia ribolle come un calderone di bontà a Pasqua.
Durante quasi tutto il resto dell’anno è completamente scevra di cose che fanno gola perchè siamo quasi sempre tutti a dieta, quindi a parte mia madre che fa dolci per regalarli, o che si imbarca in crocchette, pizzette e torte rustiche, le tentazioni restano abbastanza sopportabili.
Ma ieri…
Anche se alla fine eravamo solo noi (e credetemi, io preferisco così, godermi la mia idea di festa!) che i miei parenti di Roma non sono scesi, mamma si è divertita a cucinare, ci aveva avvertito che si sarebbe sbizzarrita, visto che il resto dell’anno glielo concediamo a causa delle diete in cui siamo sempre impelagati.
Il menu di Pasqua prevedeva:
Apertitivo con bibite, noccioline, olive, patatine e degli stuzzichini da intingere nell’hummus che ha imparato a fare da Benedetta Parodi;
Antipasto di salumi e melanzane grigliate, e crostini con patè d’oliva da una parte e di formaggi solidi e cremosi, con le spezie e i peperoncini calabresi o leggeri come il Bel Paese dall’altra e poi i favolosi, meravigliosi supersparaflesciosi mini-arancini alla ‘ndujia che se non li avete mai mangiati, non avete mangiato niente;
Primi: conchiglioni ripieni di carne o prosciutto e formaggio e con la besciamella e crepes con spinaci e ricotta;
Secondo e contorni, è proibito l’agnello e il coniglio a casa mia perchè ci spiace ucciderli, quindi mamma ha fatto il tacchino e in più con polpette di melanzane (non mancano mai le melanzane quando si cucina in grande, qui), patatine fritte, insalata di pomodorini e carote e arancini alla siciliana, quelli grossi dorati che io amo, fatti in tre varianti: fritti normali, al forno e fritti con la farina di riso per mia sorella che è celiaca;- –Bibite: vino, spumante, aperitivi rosso, Coca cola, Sprite zero, acqua, succo di ananas per digerire.
Dolci: quattro tipo di pastiere, tre uova di pasqua di gusti diversi, nepitelle, dei bastoncini ti cioccolato bianco e al latte con dentro un pasta di cioccolato e mandorle, cioccolatini portata a mia madre da una parente dalla Svizzera e cioccolatini vari dei gusti come quelli che ho preso per Odisseo, Colomba pasquale e torta pasqualina che però non è stata ancora iniziata.

Questo affinchè si possano avere le basi esatte per capire in che terreno minato per dieta e sacrifici mi muovevo, ieri. Altro dettaglio fondamentale: era il primo giorno di ciclo, e questo si spiega da solo. Anzi ve ne do uno stralcio visivo che così vi immergete meglio nel dramma, come drammaturgia e filmografia insegnano , la scenografia è fondamentale per l’immersione. Qui vedete uno stralcio di tavola con dolci, nella gallinella ci sono cioccolatini e anche negli altri regalini, più la bottiglietta d’acqua che porto sempre appresso per idratarmi e il mio libro di Seneca De vita beata ovvero L’arte di essere felici, che non c’entrano una mazza con la tavola pasquale, ma c’entrano con me perchè, sì, io a Pasqua ho letto Seneca e mi sono sparata due film pensate se lo sapesse mia cugina omonima -coetanea, inorridirebbe fino a impazzirne, suppongo. E poi c’è un dettaglio di quei fantasmagorici dolcetti datti di cioccolato e pasta al cacao e mandorle e i cioccolatini dalla Svizzera di gusti assortiti. Così tanto perchè sono malvagia. Ho dimenticato di fare foto alla torta pasqualina che era bellissima, ma immaginatela tutta cioccolatosa e decorat a forma di uovo con granella di nocciola fuori e ganache al cioccolato e panna dentro. E poi ditemi che non sono stata brava a resistere, vi sfido!
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In tutto questo sono riuscita a mangiare solo:
un mezzo sorso di Sprite zero (ovvero senza zuccheri e calorie);
due arancini di riso AL FORNO, ma levando i cubetti di prosciutto e la provolo sciolta laddove era possibile. Erano belli grandi, ma alla fine, non essendo fritti erano solo riso, formaggio, pane grattuggiato, un po’ di carne macinata e quel po’ di uova che serve per attaccare il pane grattuggiato;
un pezzettino minuscolo di tacchino, era fatto con sale e olio e aromi, ma davvero erano due bocconi striminziti.
acqua, tanta acqua;
basta.

Non so quanto siano stati deleteri gli arancini, ma visto quel ben di Dio che c’era e visto che avevo le labbra blu per il il ciclo e perchè sabato avevo mangiato solo carciofi lessi e un uovo sodo, magari non ha poi fatto così male alla mia dieta.
Per questo dico che sono stata brava!
Credetemi, io per i dolci stravedo, passi il resto, ma i dolci sono il mio ossigeno il mio sostentamento, la mia connessione archetipica con l’universo. Mai avrei sperato neanche nelle più rosee attese, di autogestirmi in questo modo.
Inoltre, è davvero dura, per chiuqnue credo, non mangiare mentre tutti mangiano e mentre ce l’hai sotto il muso, qualcosa di così raro (ve l’ho detto: a casa mia solo feste e quando ci sono parenti, sennò si va avanti a broccoli e zucchine!) e di così buono. Per chiunque sarebbe difficile e doloroso resistere.
Però, in qualche modo ce l’ho fatta. Forse potevo fare di meglio e mangiarmi solo un finocchio, ma sarebbe stato troppo.

Ora, non servirà a niente, tranne che alla mia coscienza. Ho ormai perso ogni speranza di perdere alcunchè. Ieri mi sono provata ciò che mi dovrei mettere quando sarò lì, tra le braccia di Odisseo, ed è un disastro. Ecco che “tra le braccia di Odisseo” mi è sembrata improvvisamente una chimera ieri sera, davanti lo specchio, mentre scioglievo il grumo di tenzione e stanchezza in lascrime su lascrime.
In più Paolo Fox dice che farò imbestialire una persona a me cara con la mia confusa energia e indolenza, quindi devo stare attenta a non allontanare questa persona, questa settimana, innervosendola con le mie magagne Perfetto, proprio l’oroscopo che non mi serviva mi ha fatto.
Mancano 4 giorni all’incontro, ormai. Non so come ci arriverò, ma faccio fatica a credere in me e credere in noi, e credere che lui non scappi da me, come tutti sono sempre scappati quando hanno capito chi sono.

Starei qui altre due ore a lagnarmi sorbendo caffè americano, che fa bene all’anima, ma devo andare alla fiera e poi alla Pasquetta con le mie amiche, e anche se pagherò uno sproposito e mangerò poco o nulla, e anche se non sarà nulla di speciale, mi fa sentire un tantino viva non stare in casa come tante vecchie, tristi e solitarie pasquette. E Dio solo, quanto io abbia bisogno di sentire un po’ di vita scorrermi nelle vene, da troppo troppo troppo tempo, secche di vita e rugginose di inedia.

Buona Pasquetta a tutti voi, qualsisasi cosa farete o non farete.

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Di Odisseo, del dribbling tra i fulmini, di quanto Trenitalia scassi

Ce li ho, qui davanti a me. Fulgidi e corposi come nessun biglietto del treno fu mai.
I biglietti per andare da Odisseo, di quelli parlo.
Sono il punto di non ritorno quei biglietti, non posso più tornare indietro: ora c’è una data, tra un mese e mezzo vedrò Odisseo, a casa sua, per cinque giorni e la gioia e il terrore si accavallano, ingrovigliano, marcicano nel mio cuore, al punto che se continuo così tra un mese e mezzo scoppierà e del mio organo cardiaco resteranno solo brandelli di carne asfitti.
Trovarmi tra le sue braccia, sentire il suo profumo, vederlo cucinare, vederlo muoversi, vederlo parlare, vederlo, guardarlo negli occhi, finora tutto questo ha avuto il retrogusto dolciamaro di un sogno, dai bordi fumosi e senza conseguenze nefande o meno, senza chiedersi cosa come e quanto, solo vivere il momento come in una bolla. Come nei sogni, appunto.
Ora è tutto vero è tutto possibile tanto quanto è impossibile e tutto ha una scadenza.
Ha una scadenza il giorno in cui potrei perderlo.
Ha una scadenza il giorno entro cui devo perdere almeno 10 chili.
Ha una scadenza la mia possibilità di vivere finalmente un sentimento vero o di morire definitivamente senza poter mai assaggiare l’amore.

Come tutte le cose belle, quei dannati biglietti mi hanno fatto penare prima di avere il lusso di stare qui, tra le mie tozze mani e le mie tazze di caffè e le mie candele smozzicate.
Avevamo visto una promozione su trenitalia per cui quei biglietti costavano 9 euro l’uno, andata e ritorno. Perfetto, non riuscivo a pensare di aver avuto tanta fortuna, sembrava il destino mi spianasse la strada, e quando sembra che il destino ti spiani la strada, non può andare male, no? Sennò quel cavolo di destino mica s’impegnerebbe tanto! C’ha altro da fare, io presumo, piuttosto che impegnarsi a spianare le strade inutilmente:..

“Scade ogni due mesi la promozione”, mi assicurò trenitalia e invece, col cavolo: due giorni dopo li biglietto d’andata già costava 50 euro! E tanti saluti al destino…
Siccome quello del giorno dopo era aumentato solo di 10 euro e complice il fatto che finalmente ho una data dell’esame spostato e mi sono potuta muovere con serenità, mi sono fiondata in stazione per recuperare i biglietti (ho la postpay scarica, il destino dava segni di cedimento sempre peggiori).
Arrivata in stazione tutta trepidante, ho immediatamente smesso di trepidare: i cari trenitalioti hanno ben pensato di chiudere la biglietteria tutti i pomeriggi da qua alla fine della settimana. Troppa pioggia per lavorare poverini, si bagnano. E io facevo ciao ciao con la manina ormai, alla speranza di un destino verso e non avverso, alla speranza che tutto vada bene perchè scritto da qualche parte là, dove vive il destino.

Se trenitalia e i suoi sgherri non si bagnano, qualcuno che si bagna a causa loro c’è sempre: appena uscita dalla stazione, a coronamento perfetto di un’atmosfera da tregenda, nel mentre trafelavo verso l’altra stazione nella città più vicina, è scoppiato il peggiore dei nubifragi con grandini grosse come palline da ping pong e fulmini che cadevano ovunque tutt’intorno, neanche fossimo sulla torre del dottor Frankenstein. Grazie a chissà quale cielo, nonostante la pioggia, senti senti, nell’altra stazione una su cinque delle biglietterie era aperta e ho preso l’ultimo biglietto disponibile, perchè dal giorno dopo sarebbero saliti a 50 pure quelli. Una botta di culo e il destino che mi fa l’occhilino dopo la linguaccia.

Che dopo sia dovuta rimanere bagnata fradicia in stanzione a congelarmi fino all’arrivo del treno che mi avrebbe riportata al mio paese; che ho studiato poco ripetendo cose al volo tra un tuono e una burrasca di pioggia; che ieri mattina mi sono pesata e in dieci giorni di dieta tosta non sono riuscita a perdere un chilo che sia uno e che non so proprio come farò a perderne 10 in un mese e mezzo e sono caduta nella più atroce disperazione, erano solo dettagli:
Avevo il biglietto in mano….

Il punto delle 19.19

Facciamo il punto della situazionone alle ore 19.19 del 3 febbraio:

  • La mole da studiare ha subito sommaria organizzazione schematica, ma non è diminuita punto;
  • mi sono sparata mezza bottiglia di coca cola light che sì, sarà pure light, sarà senza calorie ma è roba gassata quindi bene non fa;
  • la dieta procede, ho mangiato qualche fetta biscottata e mela di troppo ma prosegue;
  • nei prossimi 7 giorni dovrò fare studio tour-de-force, consapevole del fatto che potrebbe non bastare a superar eil concorso, ma DEVO provarci;
  • ho litigato con Odisseo, lui è nervoso per esami io pure ma mi sento esclusa dalle cose importanti dela sua vita e questo non fa che farmi temere che non provi più per me, quello che aveva detto di provare;
  • mi sono ripesata stamattina e non sono scesa di un grammo, ok che questo è solo il terzo giorno di dieta ma vedere qualche piccolo passo in avanti non può farmi che bene, comunque credo proprio che non mi peserò fino a domenica prossima perchè sennò mi deprimo e mangio;
  • con tutte le cose che avrò da fare e da studiare in questi giorni, temo che nn troverò neanche il tempo di scrivere qui e questo potrebbe essere un guaio grosso vito il bene che mi sta facendo;
  • non so se riesco a fare attività fisica, o mi sveglio presto la mattina e mi faccio una corsetta o niente, ho troppo da studiare;
  • se domani è bel tempo quasi quasi mi faccio fare 2 belle tazzone di caffè americano da portar via (alla Gilmore girls :p) e me ne vado a studiare sulla spiaggia, che forse mi distraggo di meno ed è anche più divertente;
  • ho già detto che sentire poco Odisseo mi manca moltissimo perchè l’ho sentito poco in questi giorni e anche meno lo sentirò nei prossimi?
  • se continuo così forse riesco a  perderlo davvero qualche chilo;
  • se mi metto sotto forse, per almeno uno dei due concorsi non è troppo tardi;
  • domani mi toccherà fare brownies e cupcakes perchè mia madre martedì è invitata a pranzo e vuole portarli, tentazione assurda perchè io li adoro e mi diverto anche un botto a cucinare dolci americani;
  • mo’ mi sorge il dubbio che forse le mele non posso mangiale considerato che sono piene di zuccheri, me ne sono sparata tre, grandissime, verdissime, croccantissime, lucidissime e succosissime;
  • direi di farla finita qua e cercare di studiare qualcosa che tra un po’ crollo.

 

Due mele per me e Anne Hathaway

Diciamolo in tutta franchezza: io e Anne Hathaway non abbiamo niente in comune, figurarsi!
Lei un po’ più grande di me, attrice rinomata, donna in carriera, bellissima, ricchissima, sposatissima, con una vita interessante e piena, forte personalità, sicura di sè e del suo essere giusta e bella. Io sono abbastanza il contrario. No, sono totalmente il contrario.
Ma.
Come ogni brava attrice che si rispetti, anche la Hathaway ha dovuto infine modificare le proporzioni del suo corpo e il suo peso per interpretare fedelmente un personaggo. Nella fattispecie “Fantine”, la prostituta deperita de “Les miserables”, che per giunta le è valsa anche la nomination agli Oscar come miglior attrice non protagonista (insieme alla decina di nomination che ha raggranellato il film tutto, giusto per dare qualche notizia che valga la pena esser letta).
Essendo lei già filiforme di suo, perdere tutti quei chili deve essere stato molto difficile, così io ho pensato vedendo qualche fotogramma del film mandato in onda per i Golden Globe. Perchè come sapranno tutti quei poveri dannati come me che per tutta la vita hanno dovuto lottare con la bilancia e i chili di stratroppo, più sei vicina al tuo peso forma, più paradossalmente tendi ad avere difficolatà a perder peso, perchè il grasso in eccesso è poco e il corpo se lo tiene stretto, st’infame.
Mi sono dunque informata e senti senti: la cara Anne ha perso 9 chili in meno di due settimane! Come? Mangiando due mele al giorno + un frullato vitaminico, per un totale di non più di 500 calorie al giorno. Ovviamente sempre sotto osservazione medica.

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E poteva la tentazione di perdere tanti chili in così poco tempo, passare sotto la mia attenzione e fuggir via senza lasciar traccia? Giammai.
Ora, non sono stupida, so benissimo che non si può sottoporre il corpo a una privazione tale per troppo tempo. La mia intenzione è infatti quella di associare le due mele al giorno a vitamine e una tazzona di latte o una banana. Vorrei provarci solo per una ragione: non riesco a riprendere la dieta e ho ripreso un botto di chili dopo natale. Se riesco a sgonfiarmi un po’ in questo periodo di piogge e tempeste che mi impediscono di muovere il culo, magari posso poi riprendere una dieta più salutare e costante.

Ho quindi intenzione di iniziare questa sfida che comunque non intendo protrarre tanto quanto l’holliwoodiana, ma se riuscissi a mangiar due mele e una tazza di latte da qui a dicamo 5, massimo 7 giorni, già sarebbe grasso che cola. Mi aiuterei con il blog, contando i giorni e le mele (:p) qui, perchè finora questo blog non mi ha fatto altro che bene.
Non mi sento di consiglairla a nessuno e non è assolutamente detto che riesca a seguirla, finora non c’è stato giorno nelle ultime 3 settimane che non sia partito con un  buon proposito alimentare, e che a fine giornata non sia stato puntualmente sfatato.
Ci provo, sperando che dia qualche risultato e possa così, riprendere in mano la situazione. Anche perchè non so più che inventarmi.
Dunque che altro dire?
Stay tuned e GIORNO 1!

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