Travel diary terza parte: il viaggio secondo Trenitalia

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Io non sopporto le cabine di Trenitalia, quelle che segmentano gli Intercity in sequele di cubicoli e isolano i passeggeri in occasionali gruppi di sei persone. Non le sopporto proprio per niente, le trovo estremamente sfacciate con questa loro pretesa di favorire forzare la comunicazione comprimendo i passeggeri in spazi angusti e obbligandoli a sordidi piedini e imbarazzanti sfioramenti perpetui. Perché non usare la sana disposizione dei sedili posti in fila indiana, quella stile autobus? Lì viene rispettata l’autonomia e la privacy del viaggiatore, un diritto sacrosanto previsto nel costo del biglietto.
Non c’è niente di peggio, invece, che mettere le persone nella scomoda situazione di dover assolvere all’obbligo sociale di comunicare e conoscersi per forza. Certe cose non si fanno, Trenitalia cara! Certo puoi anche non parlare, non che ti obbligano puntandoti una pistola in bocca, ma tanto sei costretta a sorbirti le chiacchiere e le occhiatacce, lo stesso! Una volta ho conosciuto un uno studente di chirurgia di Modena così, e ancora non me lo sono del tutto scrollato di dosso, ogni tanto mi rompe i cabasisi. Vedete come sono pericolose le cabine dei treni?

Una settimana fa, a quest’ora, me ne stavo spremuta nel mio posto, numero 85 dell’Intecity Burundi-Roma, semicongestionata dall’aria condizionata rotta, mentre cannalate d’acqua sferazavano il finestrino alla mia destra con la furia di un Titano senza l’Olimpo e i suoi abitanti da massacrare.
Oltre allo splendido esemplare che qui scrive, la mia cabina comprendeva:
a) lo splendido esemplare che qui scrive, col culo incastrato tra il bracciolo e la borsa del pc color aragosta;
b) uomo d’affari borioso e incravattato con tanto di computer perennemente acceso, impegnato a spedire mail di lavoro, a rispondere alle chiamate furiose della moglie, a improvvisi intermezzi canori a voce alta;
c) le due ragazze americane new entry a causa delle quali ho dovuto spostare i miei armamenti e gelarmi le chiappe (per approfondimenti: https://webcamaccesa.wordpress.com/2013/06/06/travel-diary-seconda-parte-il-pathos-si-chiama-trenitalia/), poste l’una di fronte all’altra davanti all’entrata;
d) una donna corpulenta, senza sorriso, seduta davanti a me posto finestrino;
e) un marpione trentenne, che divideva equamente la sua attenzione tra le gambe delle americane, le mie tette, il corriere della sera e la testa della donna corpulenta;
f) un bambino indemoniato (napoletano) della cabina accanto che urlava, si gettava per terra e cominciava  ascalciare come una tartaruga sotto anfetamine che chissa perchè, continuava a scegliere la nostra cabina per i suoi eccessi di bile, sotto lo sguardo sconcertato delle americane;
g) padre e madre dell’indemoniato che per qualche oscura ragione sembravano non capire che ficcarsi entrambi dentro una cabina piena di gente, col loro marmocchio bilioso spalmato per terra a occuparne i due quarti, non era fisicamente possibile.

In questa situazione ci abbiamo passato 8 ore, 8 ore di scomodo, congelato, rattrappito, affamato viaggio. Il treno ha fatto più di un’ora di ritardo, siamo arrivati a Roma alle 20, e qui mi fermo perché non c’è altro da aggiungere. Non me la sento neanche di condannare il bambino indemoniato, i suoi genitori, forse, ma non il povero bambino costretto a viaggiare col cappotto per un’eternità.
Non sono riuscita a mangiare niente, dieta a parte, perché morivo dal freddo ogni volta che mi muovevo dal cantuccio che mi ero faticosamente ricavata. Solo alle cinque ho tirato fuori in succo di frutta ai lamponi che proprio non ce la facevo più dalla fame, ma a parte questo e lo smadonnamento continuo, ho solo letto come una dannata. Mi sono sparata un libro dopo l’altro e di generi completamente opposti: leggere così furiosamente in treno è già di per sè piacevole e direi savifico, ma saltare da un genere all’altro gli conferisce quell’aggiunta di sapore in più… come dire mangiare del cioccolato fondente e immediatamente del cioccolato al latte e nocciole per rifarti la bocca, quindi del cioccolato bianco che si trasfonde con quello al latte ancora spalmato tra palato e giugulare e poi ricominciare d’accapo. Ecco, è così! Solo che fa ingrassare di meno.

A un certo punto – e mi si creda o meno, non so neanche io come ci sono arrivata -, invece di riprendere l’unico libro ancora da concludere, ho tirato fuori la Moleskine e la penna con disegnate sopra fragole, fiori e lamponi (eh sì, sono un po’ fissata coi lamponi io), ho chiuso diligentemente la borsa, ho aperto il tavolinetto e ho iniziato a scrivere.
Così. Come quando si subisce violenza carnale e ci si sdoppia, non ero io che compivo i gesti, ma li vedevo compiere a una me fantasma.
Ho scritto. E meno male che ho scritto allora, visto che in questi giorni mi riesce poco.
Non è che sono riuscita a scrivere una storia filata filata con i ritornelli del borioso, gli sguardi del marpione, le gambe della corpulenta, il cicaleccio delle americane, l’indemoniato e i culi dei suoi genitori sulla mia faccia, ma ho scritto.
Ed è qui che le americane entrano in gioco…

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53 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. in fondo al cuore
    Giu 10, 2013 @ 15:40:47

    viaggio rilassante insomma…… 🙂

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Giu 10, 2013 @ 19:53:16

      Aì perchè finora non si era capito?! L’unica volta in vita mia in cui il viaggio è stato tranquillo è stato quando sono andata aNapoli da Odisseo, che c’era il treno quello con i corridoi e i posti singoli, una bellezza! Non fosse che ero gitata per Odisseo! QUindi alla fine per una cosa o per un’altra non me ne vedo mai di bene!

      Rispondi

  2. ゚・❤ EleOnora ❤・゚
    Giu 10, 2013 @ 15:43:28

    ahahahahahahahahahahahahahahaahahahahah
    no scusa… ma povero piccolo!
    E povero uomo d’affari!!!!
    pensa loro come si divertono a dover lavorare mentre viaggiano?
    con 3000 email ed altrettante telefonate…
    😀 😀 😀

    Rispondi

  3. pietrochag
    Giu 10, 2013 @ 15:45:25

    Sarà una sofferenza, ma dal come lo descrivi sembra quasi un’avventura. 🙂

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Giu 10, 2013 @ 20:03:04

      Ma guarda credo che sia più che altro perchè sto romanzando il tutto, cioè è tutto successo ma forse detta così sembra uno spasso, lì se escludi i momenti in cui mi perdevo in libri e scrittura è stato abbatsanza pesante soprattutto per il gelo, fuori diluviava e dentro condizionatori a palla!

      Rispondi

  4. Mohawk
    Giu 10, 2013 @ 15:49:19

    Forse in un viaggio del genere io sarei stato il marpione che non stacca l’occhio dalle tue tette… Non faccio conoscenza facilmente in queste situazioni, mi nascondo nel mio angolino, leggo e guardo culi e tette 🙂

    Rispondi

  5. Nicola Losito
    Giu 10, 2013 @ 16:45:36

    Huhm… la faccenda si fa interessante! Le americane entrano in gioco…
    P.S. Io sono un maschietto d’altri tempi e quelle cabine a sei mi piacevano un sacco. Al pari di Mohawk, all’epoca assomigliavo molto al marpione che…
    Nicola

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Giu 10, 2013 @ 20:04:44

      Pure tu! Andiamo ragazzi….
      Sono tremendamente scomode le cabine, anche se devo ammettere che offrono un certo spunto narrativo, se ci pensi una situazione del genere favorisce il nascere di qualsiasi avento, anche a sfondo erotico se vogliamo…

      Rispondi

  6. stelioeffrena
    Giu 10, 2013 @ 17:29:12

    Dopo aver letto il tuo pezzo stavo per farmi una doccia, immaginando molto realisticamente di sentire lo sporco atavico dei treni trasmigrare dal tuo racconto ai miei vestiti 😉

    Rispondi

  7. tramedipensieri
    Giu 10, 2013 @ 19:50:09

    Una bella avventura che qui in Sardegna non avresti potuto fare…visto i treni bellici che ancora abbiamo e, per giunta, ad un solo binario!
    Non lamentarti eh….

    Ricordo ancora quando per andare da Sassari ad Olbia ad un certo punto il treno (ciuf ciuf) si fermava, il macchinista scendeva e azionava la leva per cambiare binario….Ah….i treni che bella invenzione!
    Eh, si…perchè durano nel tempo!
    ahah ahah ahah
    lasciamo stare va…

    ciao 🙂

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Giu 10, 2013 @ 20:12:14

      Sì, non è la prima volta che mi raccontano di cose del genere in Sardegna. Guarda in Calabria le cose vanno male, molto male, ti dico che ormai hanno tolto le corse cioè non ci sono più treni proprio, sappi che per fare tragitto Catanzaro-Cosenza, un’ora e un quarto di auto, col treno ce ne vogliono 5 almeno e devo cambiare tre treni e quattro stazioni, se ti va bene! QUesto per farti rendere l’idea.
      Nonostante ciò mi rendo conto che voi siete più sbvantaggiati: so che i trasporti fanno cagare grandemente in sardegna, e siete così isolati che io mi sentirei in gabbia, anche se in realtà mi sento in gabbia anche al sud, ma per andare via da lì, anche solo per arrivare a roma devo sbancare un capitale! Io non so perchè per la sicilia non è così sembra quasi parte del continente!

      Rispondi

      • tramedipensieri
        Giu 10, 2013 @ 20:53:22

        Proprio così…la Sardegna è proprio un’isola distante dal resto d’Italia.
        Abbandonata proprio….
        Questo naturalmente ha i suoi vantaggi ma anche tantissimi svantaggi.
        Ora si tratta solo di trovare soluzioni indipendenti …senza aspettare niente e cercando, noi isolani, di essere più uniti nelle scelte politiche…

      • Calipso la Liberidea
        Giu 11, 2013 @ 06:25:44

        Esatto. Il problema è che tu la pensi così, non so quanto la maggior parte dei tuoi corregionali sia così agguerrito e dalla mente aperta. Ma io una bella manifestaione, un sit – in di protesta contro i prezzi stratosferici lo fare comunque… diavolo almeno la navetta, almeno! Così poi vieni a Roma e mi vieni a trovare ^^
        Magari raggiungete più facilmente la Corsica, voi che l’Italia!

  8. crisalide77
    Giu 10, 2013 @ 21:08:28

    non immagini quanto ti capisca. Viaggi di questa portata ne ho fatti fin troppi, ma rileggerli da te, mi ha fatta sorridere.
    🙂 Concordo pienamente con te, assolutamente da abolire quegli scomparti a sei!

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Giu 11, 2013 @ 06:35:15

      Ero così felice l’altra volta che c’era quell’altro, quello tipo freccia rossa, mi sono rincatucciata nel mio angoletto e ci sono stata da ddddio proprio. Guarda in realtà in viaggio di per sè ha sempre un lato romantico e se lo guardi dal lato giusto lo romanzi facilmente. E io sono abituata a guardare le cose con quella lente e credimi, alla fine non so se è un bene o un male, ma di certo ha i suoi lati positivi 😉

      Rispondi

      • crisalide77
        Giu 11, 2013 @ 09:30:19

        ogni viaggio ha qualcosa da darci..
        anche se ce ne sono alcuni davvero allucinanti, ma visto che rimangono sotto forma di ricordi, fanno anche sorridere.

  9. lucasette
    Giu 11, 2013 @ 17:53:40

    Mi piace. Non so perchè ma mi piace quello che scrivi e come lo scrivi. Non voglio chiedermelo più ti dico solo che ho letto. Tutto e mi sembra notevole.
    Io non viaggio in treno da una vita: pulmann o automobile. Ciao

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Giu 11, 2013 @ 18:02:53

      Allora devi fartelo un viaggetto prima o poi, voglio mettere perderti questa meraviglia di opportunità di viaggio?! L’ avventura qui è implicita, come compri il biglietto sai che quel che t’aspetta!
      Mi piace che ti piace quel che scrivo, anche se alla fine non scrivo di niente o quasi 😉

      Rispondi

  10. luna
    Giu 11, 2013 @ 20:49:37

    Sei fantastica per come scrivi e comunichi….
    Inoltre ho scoperto che leggi tantissimo 😉
    Se ti va ti aspetto nel mio ultimo post!
    Baciiii
    Luna

    Rispondi

  11. annam11
    Giu 12, 2013 @ 18:56:39

    Trenitalia: ogni viaggio un’odiessea. Sono talmente cretini che se lo leggessero ne potrebbero fare un vero spot!

    Rispondi

  12. Carla
    Giu 17, 2013 @ 16:01:37

    Cara Caly, da una parte mi dispiace non avere tue notizie su questo blog (e soprattutto leggere i tuoi racconti di vita….), ma dall’altra parte sono contenta perché vuol dire che sei impegnata nella tua nuova avventura romana, e stai intraprendendo un nuovo percorso, magari non hai del tempo libero, ma stai finalmente vivendo (non vegetando come nel Burundi, che poi a me questo Burundi, dalle foto che hai postato, non dispiaceva affatto….) Spero comunque che tutto vada per il meglio! Bacio Carla

    Rispondi

  13. veradisvela
    Giu 27, 2013 @ 18:59:19

    Che facciamo? battiamo la fiacca? 😉
    Vediamo se mi riconosci “vestita” così (e vediamo quanto riesco a restarci vestita così 😉 ).
    Baciottoli a te.
    Vera 🙂

    Rispondi

  14. Valentina Luberto
    Giu 28, 2013 @ 13:08:54

    Un bacetto da me :*
    Miss le tue calicronistorie 😉

    Rispondi

  15. Fannes
    Lug 11, 2013 @ 04:14:00

    Io sono il viaggiatore timido che cerca sempre di mettersi a fianco delle ragazze carine, ma poi va a finire che c’è qualche sguardo ma non ci si parla quasi mai, perché sono un idiota e raramente comincio le conversazioni per motivi inutili, perché penso che alla gente possa dare fastidio.

    Però ho conosciuto tante persone in treno, amicizie durate dai 30 minuti alle 2 ore…magari un giorno trovi anche me in un cubicolo di intercity! (sicuramente non quest’anno visto che sono a 10mila chilometri dall’italia…)

    Rispondi

  16. ゚・❤ EleOnora ❤・゚
    Lug 16, 2013 @ 12:17:37

    un bacione….

    Rispondi

  17. Topper
    Lug 26, 2013 @ 08:54:11

    Odio Trenitalia e tutti i suoi mezzi e concordo sul fatto che quei loculi a sei siano insopportabili. Ma stiamo parlando delle ferrovie italiane, le peggiori d’Europa, ormai non c’è da stupirsi purtroppo. Se parliamo di me, aggiungo che personalmente quell’obbligo sociale di comunicare (anche il silenzio è comunicazione!) non lo avverto né mi importa delle occhiatacce o delle chiacchere: un libro, un paio di auricolari o un pezzo di sonno risolvono facilmente qualsiasi situazione.

    Rispondi

  18. lajulz
    Lug 31, 2013 @ 14:26:04

    Ogni viaggio è un’avventura 🙂
    Non vedo l’ora che torni così mi scrivi il resto!

    Rispondi

  19. biobioncino
    Ago 04, 2013 @ 16:50:46

    che bella esperienza da ripetersi !! :lol:) :lol:)

    Rispondi

  20. lamusadivetro
    Ago 12, 2013 @ 12:27:47

    Hai reso perfettamente l’idea..

    Rispondi

  21. tramedipensieri
    Nov 14, 2013 @ 21:56:09

    Ciao!
    non ti leggo più…
    spero vada tutto bene
    un abbraccio

    .marta

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Mar 15, 2014 @ 12:31:26

      Ciao Marta,
      Sono scomparsa per mezzo anno, è tanto lo so, e chiedo venia. Ma con Odisseo è andato tutto più che a scatafascio e non sono riuscita ad accedere a questo blog, mi veniva la nausea solo ad aprirlo… Ora sto pensando di ricominciare a scrivere, sai? Non lo so ancora. Tu come stai?

      Rispondi

      • tramedipensieri
        Mar 15, 2014 @ 14:03:09

        Ciao!

        Io ti ho ricordato, ho visto l’icona e sono passata per un saluto.
        Vuol dire che il reale era più (e lo è..) più importante non devi preoccupartene del blog.
        Questo si può sempre riprendere, l’importante è che stai bene, meglio…
        Le persone non ti dimenticano, questo è poco ma è sicuro.
        ti abbraccio e ti auguro buone cose e nuovi, migliori incontri.

        ciao
        .marta

      • Calipso la Liberidea
        Set 02, 2015 @ 20:47:00

        Ciao Marta, ci sei ancora? ci siete tutti. Mi manca parlare con voi. Come stai?

      • tramedipensieri
        Set 03, 2015 @ 07:19:44

        Ciao!!!!
        che piacere leggere il tuo saluto!!
        bene, bene…dai..e tu?
        Tutto a posto?

        io ci sono…e anche tanti altri, penso…

        buona giornata!
        e non sparire, eh…. :))

      • Calipso la Liberidea
        Set 20, 2015 @ 08:39:32

        Sto bene insomma non mi lamento. Spero di sentirti comunque.Un bacio

      • tramedipensieri
        Set 20, 2015 @ 16:13:28

        Ciao!
        Bene…mi fa piacere averti sentito… in gamba eh… e forza!

        un abbraccio
        .marta

  22. tramedipensieri
    Ott 24, 2014 @ 14:36:48

    Ciao!
    Un abbraccio 🌺🌸🌺

    Rispondi

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