Io partirei col descrivere il cielo

Io partirei col descrivere il cielo.
Perchè il cielo è fondamentale ora che ci penso, in ogni storia bella brutta mediocre o favolosa, il cielo c’è. Si potrebbe anche dire che ce l’abbiamo sopra la testa, a rompere perenne i cosiddetti, per cui, volenti o meno, c’è. Ma proprio perchè c’è, non dovrebbe esserci, no? Voglio dire, dovrebbe essere qualcosa di scontato, ricorsivo, forzato, autocitato nel contest stesso della storia. E invece pare assurga a ruolo di coprotagonista e resti lì piantato fino alla fine. Nelle grandi storie, almeno.

Il cielo sotto il quale mi sono incamminata verso l’Università, ieri (la necessaria prefazione: https://webcamaccesa.wordpress.com/2013/05/22/scendere-in-guerra-armata-di-moleskine-capossela-e-un-libro/),  era un bel cielo, dove per “bello” si intende “vellutato come la cenere”, “ambiguo come Satana” e “spaventoso come Dio”. Accertato ciò, torni a farti abbastanza i cazzi tuoi, ma devi guardare in alto di nuovo quando ti accorgi che quello che ti inquieta è la mancanza del sole. Quindi o dai per accertato che è tipo arrivata l’Apocalisse, o devi considerare che quella cosa densa là sopra, liscia e senza sbuffi, non è mica cielo, ma una coltre di nuvole così compatta da sembrare cielo.
Saranno nuvole levigate dal vento assurdo che strapazza il tuo Burundi da settimane, ma di certo è una cosa che non hai mai visto e se di prasagio si tratta, è certamente presagio di sventure. Ecco quindi il cielo perfetto.
Perfetto per l’Università, per il tuo stato d’animo mentre ci vai e per la storia della tua vita tutta. E siccome i cieli perfetti sono quelli delle grandi storie, pensi che non hai dubbi ormai e che la tua è una grande storia. E ti ci monti pure la testa. O aspetti a montartela, almeno fino a domani, che oggi stai andando all’Università, e a pagare tasse per di più, che cazzo di grande storia di merda sarebbe? Quindi aspetti, ma sul fatto che è una grande storia non ci piove ormai, sennò non ci sarebbe stato quel popò di cielo lassù.
Infatti non piove fin quando non torno la sera a casa, dopo esserci finalmente riuscita, ad arrancare fino alla segreteria universitaria e affrontare questo benedetto problema di tasse. Resta aperta la questione “tesi”, ma è secondaria al momento.

L’Università era semi-vuota e questo è abbastanza strano, visto che siamo a fine maggio e alla mia epoca – dove per “mia epoca” si intende “il periodo in cui frequentavo e non mi ero ancora data alla latitanza” -, “fine maggio” significava: “corsa verso gli esami e gli ultimi giorni di corsi”, che tradotto in termini paesaggistici sarebbe: “brulicamento di formiche affannate in ogni settore del campus“.
Invece ieri c’era una calma sonnolenta, solo quache formichina stagnava qui e là senza soluzione di causa, neanche si nascondessero tutti dall’ Enorme Formicaio Famelico che fa fuori gli studenti ligi al dovere. Ma poi ho guardato il cielo di nuovo e il tutto si è andato ad accomodare nel posto che gli spetta: un cielo cinereo e ambiguo in una storia cinerea e ambigua, prevede una desolazione nebbiosa, cinerea e ambigua. Quindi eccola, cos’è che ti sorprende?
Niente.
Grazie al cielo ambiguo, dunque tutto è filato liscio e rapido più del previsto: non ho dovuto fare file, non ho dovuto pensare molto, non ho dovuto cercare modi per mettere in stand by i miei pensieri omicidi/suicidi, è bastata Janis Joplin nelle orecchie e qualche frase secca e pronta per pagare la prima rata, evitare la prima mora, compilare il doveroso, soffocare una botta nel petto quando mi hanno dato l’esosa seconda rata (molto esosa visto la mora qui inevitabile), e scappar via da lì affinchè l’Università potesse tornare a rivestire il ruolo di brulicante formicaio che la natura gli ha assegnato. Mi resta la convinzione, per carità, di aver sbagliato qualcosa, ma sono impossibilitata a porvi rimedio per il momento, a causa della mancata reperibilità di documenti. E comunque questo dubbio è di gran lunga tollerabile, considerato il resto del casino che ho sbrogliato. Quindi per ora mi ritrovo a dover pagare un bel po’, ma comunque ad aver risolto i guai peggiori. Per ora.
Perciò, cielo inquietante o no sopra di me, è con una leggerezza che da troppo avevo scordato che mi sono ritrovata nell’autobus deserto del martedì, a tornare a casa, con Odisseo a ripetermi che era fiero per quello (stupido) piccolo passo che ero riuscita a fare. Questo gesto potrebbe sembrare una cazzata a chi è abituato ai grandi e portentosi gesti da parte di chi ama, ma il fatto che lui sia  “Mr. 30 e lode perenne”, e che sia in grado di capire quanto e perchè possa essere atroce un passo del genere per me, “Miss che terrore l’Università“, lo rende un gesto enorme per me e mi fa ricordare perchè mi sono innamorata di lui.

Non ho nessuna voglia di rivivere la burrasca che invece ho trovato ad accogliermi da parte di mia madre una volta a casa, tanto c’era quel cielo terribile a proteggerm, insieme alla certezza di averlo fatto comunque un piccolo passo e tutto mi è sciovolato placidamente addosso.
Mi sono quindi tuffata a letto, a spurgare tensioni e disagi e ad aspettare che il cielo li cumulasse e li traducesse in una  rapsodia di vento e tuoni, perfetti per la storia perfetta.
E poi me li sono goduti.

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21 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Mohawk
    Mag 29, 2013 @ 12:51:52

    Ok, è un piccolo passo, ma siamo tutti orgogliosi di te.
    E godiamoci tuoni e vento…

    Rispondi

  2. alexiel80
    Mag 29, 2013 @ 12:56:08

    E’ un inizio 😉

    Rispondi

  3. Yaku
    Mag 29, 2013 @ 13:25:07

    Senti un po’ ma io te l’avevo già detto che scrivi da dio? No perchè tu scrivi da dio. E che sei incredibilmente sexy. Anche per i tuoi problemi con l’università sei sexy.

    Rispondi

  4. Valentina Luberto
    Mag 29, 2013 @ 13:26:39

    Dai, Cali! Brava, sono contenta che un passo tu lo abbia fatto 😉
    Continua a camminare 🙂

    Rispondi

  5. in fondo al cuore
    Mag 29, 2013 @ 14:11:03

    Vedi che sei riuscita?….ed è andata anche meglio di quello che credevi…..quindi un po’ di positivismo ci vuole 🙂

    Rispondi

  6. Emily
    Mag 29, 2013 @ 16:29:12

    Brava brava, son contenta che tu sia riuscita a compiere questo primo passo 😀

    Rispondi

  7. The hard truth
    Mag 29, 2013 @ 17:13:18

    Ognuno di noi ha le proprie paure, tu hai fatto un grande passo oggi, che sia un ri-inizio non conta, ogni volta che fronteggi una cosa che ti angoscia stai facendo qualcosa di bello e di buono. E sono contenta che Odisseo ti abbia appoggiata e abbia saputo riconoscere i tuoi meriti, la positività del tuo atteggiamento!

    Rispondi

  8. The hard truth
    Mag 29, 2013 @ 21:30:39

    Se cominci a ridiventare negativa torno in Italia a conoscerti solo per menarti 😉
    Scherzo ovviamente, però è con tante piccole cose che si costruiscono quelle grandi. Ogni volta che facciamo qualcosa di buono per noi stessi, dovremmo apprezzarci.
    Non sono una persona speciale, credimi: nevrotica, ansiosa, polemica, campionessa di film mentali, eternamente a dieta senza mai riuscirci, tendo a rimandare gli impegni di studio all’ultimo minuto, e chi più ne ha più ne metta! 😀
    ‘notte!
    PS ti ho mandato una email.

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Mag 30, 2013 @ 06:38:36

      Ma non ti considero Wonder Womani, quelli sono piccoli problemi che tutti hanno, chi + chi meno, ma tu riesci comunque a portare avanti la tua vita e lo fai alla grande!
      Se torni in Italia solo per menare me, ti picchio io! E poi me ne vengo con te in Inghilterra! 😀 Ognui scusa è buona, direi :p

      Rispondi

  9. DeathEndorphin
    Mag 29, 2013 @ 21:35:13

    Visto che non era poi così complicato e difficile andarci?
    E vedi che siamo tutti fieri di te??=D

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Mag 30, 2013 @ 06:39:36

      Sì, siete così carini che mi fate commuovere…
      Io ho i miei blocchi e l’Università è diventata uno di questi, ho passato anni a studiare per non sedermi a dare gli esami, figurati il resto. Non vedo l’ora di uscirne per sempre…

      Rispondi

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