La Regina degli Incubi, sogno#1#2#3

Io sono la Regina degli Incubi. Sì, esiste anche lei. C’è la Regina di Cuori, la Regina d’Inverno, la Regina di Fantàsia e la Regina degli elfi di Lorìen, non vedo proprio perchè non debba esistere la Regina degli Incubi, che non è figa come la Regina di Cuori, ma sono io, dunque non c’aspettiamo granchè.
La corona di Regina degli Incubi non si sceglie, si ottiene volenti o nolenti: se produci gli incubi più intensi, simbolici, romanzati o privi di nesso, bislacchi o realistici, e la media di produzione supera di gran lunga il numero dei tuoi anni di vita, ecco qui che diventi la Regina degli Incubi.
Io sforno incubi con la stessa frequenza e naturalezza con cui una lumaca produce la sua  bava. Scordatevi abnormi piovre che ti stritolano le ossa e divorano in eterno le carni o di restar bloccati in angusti frazioni dello spazio-tempo soli per sempre e senza via di uscita, Lovecraft era un pivello in confronto a me.
Gli incubi veri sono molto più sottili e psicologici, un po’ come le torture perpretate dall’Inquisizione di Toledo che portavano il povero inquisito sull’orlo della follia al punto da fargli desiderare la brutale morte piuttosto che il perpetuardi di quella tortura psicologica.
Quindi incubi su incubi per me, soprattutto nei periodi più brutti, quando le notti diventano un incubo, appunto, e l’insonnia fa la spola tra pensieri funesti, demoni e sogni nefandi.

Ora, non sono assolutamente in uno dei più brutti periodi della mia vita, ma questi ultimi giorni i pensieri, la speranza che si assottiglia, un certo grillo in testa che mi ripete una cosa a cui non riesco a credere, l’alimentazione pesante cui non sono abituata, Odisseo che sento lontano, la fase premestruale acuta, il cambio di stagione, hanno richiamato un bel po’ di demoni e pensieri e qualche incubo errabondo ha insudiciato le mie notti.
Ma non sono qui a parlare delle mie notti, dei miei demoni, dei mie incubi frequenti, di zii morti che tornano in fila dall’aldilà a lasciarmi messaggi criptici, o della mia vita che si rivela essere una farsa e che io non esista per nessuno delle persone che ho amato. Non riuscirei neanche a trovare le parole per descrivere certi stati di cose e d’animo, insomma questo genere di incubo non può essere strappato alla notte e materializzato tramite le cose del giorno, come le parole.
Posso invece, senza dubbio, raccontare dei sogni di stanotte giacchè non si tratta di incubi, ma di sogni appunto, assurdi e perfettamente lineari allo stesso tempo, che non riesco a comprendere, non so da dove escano fuori, e perciò li scrivo prima di dimenticare tutto con la velocità della luce, come di solito accade.

Ho fatto tre sogni diversi e stranamente li ricordo tutti e tre, dettagli brumosi per carità, ma posso ricostruirne le linee generali. Forse perchè ho dormito davvero pochissimo, tre ore in tutto, ma intervallate da stati di veglia, di insonnia, di svestirsi per poi rivestirsi, di libri aperti e abbandonati, di sortite per la casa per tracannare acqua e fare pipì, di poesie di Percy Shelly lette con i piedi sul muro e la testa penzoloni dal letto. Le mie notti indemoniate nascondono fascinazioni incomprensibili ai più.
Si sappia solo che non stavo leggendo o pensando a niente in questi giorni che possa aver solleciatato il mio inconscio a generare questa roba e che possa quindi giustificare tali sogni. Il che contribuisce a renderli ancora più affascinanti (e a rendere affascinante me, of course) e contribuisce anche a renderli più stupidi, in verità (come sopra).

Sogno#1
La mia amica, che chiameremo Cloudy, cercava di raggiungere una carica di qualche tipo, politica credo, non ne sono sicura del tutto, per la quale io la reputavo estremamente portata ed ero ben felice di aiutarla a perseguire il suo obiettivo. Ce ne andavamo dunque in giro per questo palazzo bianco tutto avviluppato attorno a un quadrato e fatto solo di corrodoi, pianificando strategie e progetti per farle ottenere la carica ambita. Ad un certo punto ci accorgiamo che uno dei nostri piani meglio congeniati è stato compromesso. Tale piano mirava a ristabilire le sorti dell’economia italiana riportando in auge lo scambio epistolare cartaceo, promuovendo quindi la produzione di carta da lettere e lettere di vario tipo, con contrassegni e poste differenti per ogni tipo di lettara da quella d’amore (che doveva essere catalogata come tale) alla cartolina e ne illustravamo tutti i pro e i contro in un manoscritto enorme pubblicato sulla bacheca ufficiale del palazzo quadrato. Salvo poi scoprire che la mia vicina di casa, la chiamerò Piumilo, si era appropriata del nostro manoscritto e della nostra idea e l’aveva spacciata per sua per ottenere, ovviamente, la carica che spettava a Cloudy. Dovunque andavamo ce la trovavamo davanti e qualsiasi nostra mossa era copiata e anticipata dalla sua, finchè non abbiamo deciso di accedere al piano B, spettacolare, pericoloso piano B, elaborato da noi stesse in tempi antichi e scritto su una carolina cremisi e oro. Ma Piumilo ci aveva anticipato anche stavolta e trovammo così la cartolina strappata, appuntata sulla bacheca, mentre lei, con degli orridi pantaloni colori cachi come i suoi capelli, stringeva la mano al Presidente  della Repubblica (donna nel sogno, e magari!) e fregava la carica definitivamente alla povera Cloudy.

Sogno#2
Altra amica realmente esistente, Miyu, ha i biglietti per il concerto dei concerti (non ho idea di chi sia il concerto in questione) a Torino e mi invita a raggiungerla. Quindi io mi metto dei leggins blu elettrico (mmh…) su una gonna velata nera con stelle di pelle nera (mmh….), mi faccio due piccole codine e lascio il resto dei capelli liberi dietro (mmh…) perchè così risalta il loro bel colore rosa (mmh…) e sopra ci metto un chiodo nero e blu (ah questo ce l’ho davvero!) e salgo su un treno per raggiungerla, tutto pieno di gente che va a questo concerto e io sono felice come una colomba il giorno di Pasqua perchè potevo passare il lungo viaggio a socializzare con gente con i miei gusti una votla tanto, ma prima che il treno parta Miyu mi chiama per dirmi che non possiamo andare al concerto perchè il figlio segreto di Severus Piton (mmh…) vuole governare il mondo (mmh…) e imporre a tutti capelli unti e tonache nere quindi noi dobbiamo fermarlo e io mio malgrado scendo dal treno e mi ritrovo in un ascensore dalle parteti strettissime, improvvisamnete nuda e col mio colore naturale di capelli. L’ascendore si blocca e dal microfono parla qualcuno, e la voce la conosco nella realtà, mi ricoroda qualcuno ma non ho capito ancora chi e mi dice che mi tiene d’occhio, che mi vede come nessun altro mi vede, che ha capito chi sono e che ruolo ho nel mondo e quindi mi deve arginare, che per lui sono nuda sempre come adesso e che mi guarda semrpe come adesso e che non ho via di scampo, che non esiste nessun figlio di Piton ovviamente, che tutto era orchestrato per farmi entrare in quell’ascensore e mettermi al corrente di chi sono e che lui esiste e mi guarda. E io cerco di spiegarmi di assecondarlo, tutto pur di uscire da lì e rivestirmi, ma lui ride e mi dice che non potrò vestirmi, che non serve, che anche vestita sarò nuda per sempre.

Sogno#3
Non consoco nessuno delle persone coinvolte nel sogno stavolta, tranne me. E’ una stanza piena di spade di tutti i tipi e dimensioni e oltre le spade c’è un letto matrimoniale dove io, un ragazzo, una ragazza e una bambina stiamo per coricarci stretti stretti e prendere una fiala con veleno, giacchè una tipa vuole ucciderci e l’unico modo per non morire è farle credere che siamo già morti. La fiala contiene un veleno che fa morire, ma solo per qualche ora, quindi noi ci approssimiamo a morire consapevoli che questa specie di strega verrà a controllare che siamo morti, e non sapremo che farà. Dolori tremendi precedono la morte e poi sovviene e mi ritrovo in un posto che è solo buio, nè aldilà nè aldiqua, dove scopro che il ragazzo stava facendo il doppio gioco, che è vero che la strega ci vuole morti, ma lui aveva bisogno che morissimo così per un qualche suo progetto e io squarcio il buio con una spada verde e faccio scappare gli altri, ma io non riesco a uscire e resto lì, col ragazzo malefico e la spada verde.

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36 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. alexiel80
    Apr 23, 2013 @ 10:25:37

    …ehm…cena pesante??? ma battute a parte per te hanno un qualche senso?

    Rispondi

  2. Hasegawa Kooji
    Apr 23, 2013 @ 11:17:02

    la sera brodino, va’ là…

    Rispondi

  3. Mohawk
    Apr 23, 2013 @ 18:01:52

    Io non ricordo mai i sogni che faccio, se mi va bene solo l’ultima scena.

    Rispondi

  4. massimobettini
    Apr 23, 2013 @ 18:06:27

    dai se ti impegni ci arrivi… è quasi lo stesso sogno, lo schema è lo stesso, ricerca di complicità (amiche e amici per piani e concerto) alla quale segue il tradimento (la vicina il ragazzo il complotto)… è lo stesso sogno che forse fai per tre volte perchè non sai come dirtelo, dovresti cercare di capire chi e cosa rappresentano i vari personaggi, ma soprattutto capire che è un sogno che viene da te non da chissà dove inspiegabilmente

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Apr 24, 2013 @ 06:08:11

      Davvero ci vedi una connessione? Allora sei un gran figo, sappilo. Mi piace chi vede qualcoso che ai più sfugge. A me sfugge ci vedo solo rimasugli di una testa e un onconscio pieni di schifezze, che sono stati sputati fuori così

      Rispondi

  5. Punto e virgola G.
    Apr 23, 2013 @ 23:48:18

    Sogno raramente, questo ormai è un dato di fatto.
    Quelle poche volte sono o sogni privi d’interesse o blandi incubi. Ma nel caso di quest’ultimi, quando si arriva alla scena tragica dico: non è possibile, questo è un sogno ed ora mi sveglio e… Puff, apro gli occhi al mattino. Capita sempre così.

    Ps. Ti invidio per questi sogni così elaborati!

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Apr 24, 2013 @ 06:10:59

      In realtà sogni, solo che non lo ricordi. E farai sogi elaborati anche tu, vuol dire che dormi bene e profondamente se non li ricordi, io li ricordo nei periodi + brutti per una ragione precisa: non dormo bene. Ora progetto un aggeggio per far sogni stratificati e condivisi come i telefilm e lo brevetto :p

      Rispondi

  6. E.
    Apr 24, 2013 @ 15:56:36

    Sono sogni interessanti, complessi. C’è la sensazione ricorrente di un blocco da cui vuoi uscire ma di cui non vedi la soluzione. Solo nell’ultimo sogno (peraltro senza conlusione) c’è un netto suggerimento: brandire la spada e combattere.

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Apr 24, 2013 @ 16:03:07

      Per me erano solo sogni bislacchi e tu c’hai letto una significato per giunta possibilissimo. Mi piacerebbe brandire una spada, non sono così forte nè così figa…

      Rispondi

      • E.
        Apr 24, 2013 @ 16:05:31

        Uhm, il sogno dice esattamente il contrario. Il tuo inconscio ti sta gridando di dar battaglia…

      • Calipso la Liberidea
        Apr 24, 2013 @ 16:09:25

        Fin fa bambina sono stata lìeroina delle storie,brandivo sempre qualcosa e combattevo il cattivone facendomela elegantemente addosso. Nella realtà un po’ meno, magari un giorno la impugnerò davvero…

  7. ゚・❤ EleOnora ❤・゚
    Apr 27, 2013 @ 14:34:49

    Caspita O.o

    Rispondi

  8. Valentina Luberto
    Apr 30, 2013 @ 08:51:54

    Il punto è questo: se mangi troppo o troppo poco il risultato può essere una bella produzione di incubi! 😀
    Sai che Mirò ha dipinto tanto proprio prendendo spunto dai suoi sogni che spesso erano incubi perché andava a dormire senza cena?
    Insomma, guardiamo il lato positivo: invece che intrepretare potresti sviluppare questi incubi in racconti 😉
    Quello che trovo più interessante è l’incubo del concerto. Ci sei tu che ti mascheri (l’orrenda mise che usi per andare al concerto, quella sì che è un incubo 😀 ) e sei tra la gente; potrebbe essere quella parte di te che non si sente mai adeguata e che pensa di dover essere qualcosa di diverso da quel che è per stare bene. Poi, ci sei tu, nuda e una sola persona che ti vede e che ti comunica che, avendoti ormai vista, per lui sarai sempre nuda. Potrebbe essere la tua esigenza di essere vista per davvero da qualuno e questo qualcuno, nel tuo sogno, è uno. Potrebbe fare riferimento a quell’amore che desideri vivere e che è fatto di tante cose, ma soprattutto del poter essere te stessa ed essere accettata senza dover fare di tutto per essere qualcuno che non sei.
    Non so, in questo caso, io consiglierei l’uso della spada verde non per scappare, ma per venir fuori per quello che sei senza aver timore 😉

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Apr 30, 2013 @ 12:49:04

      Come si vede che sei una scrittrice! Prendi tutto e lo rielabori in trame narrative… Credimi sembravano davvero film o libti tanto erano strutturati bene, non è detto che non li prenda e non ne faccia un’unica storia, un misto di transgressional, epic fantasy e political

      Rispondi

  9. Valentina Luberto
    Apr 30, 2013 @ 13:03:14

    Cali, no, non sono una scrittrice: non mi paga ancora nessuno, sigh?! 😀
    Ma ne ho viste davvero tante 😛

    Rispondi

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