Mondezzolo e Cincillacchero

Il mio paese sembra uscito da uno dei racconti di Edgar A. Poe.
Eppure a prima vista non si direbbe, come nelle migliori tradizioni dell’orrore, sembra un paesello pennellato alla Stephen King: caruccetto, alle pendici delle colline più morbide e più gialle in questo periodo per via delle ginestre, con i pieidi nel mare più blu del fuoco, le gambe sulle dorate spiagge e il culo che profuma di fiori d’arancio, di limoni e di mandarini. Ah quasi dimenticavo l’attributo “ridente”, chissà perchè i paeselli sono sempre ridenti. Forse perchè così il distacco dalla beltà all’orrore è più drammatico e quando realizzi che da ridere proprio non c’è niente, l’urlo ti esce fuori bello bello disincarnato.
E’ una questione di dettagli, i dettagli sono fondamentali quando si racconta una storia, l’ho sempre sostenuto.

Dunque ‘sto cazzo di paese.
Niente al mondo è in grado di dilaniarmi l’anima e il fegato come il paese in cui ho vissuta fin dalla nascita (salvo parentesi universitaria) e in cui mio malgrado, vivo tutt’ora. Forse forse ci si avvicina il paese dei miei genitori e dove prega mangia ama (e spettegola) tutto il parentado paterno, paese che chiameremo “Mondezzolo“, mentre il mio lo chiamiamo “Cincillacchero“, penso proprio che ci ricapiterà di incontrarli lunga la via.
Ma non voglio soffermarmici troppo, ora. Basti sapere che non riesco neanche a uscire fuori e stare serena a farmi un giro nel paesucolo, tanto ne ho fin sopra i capelli, ormai, primo perchè tutti mi conoscono e mi fissano continuamente e malamente (che gli avrò mai fatto per meritare quelle occhiate? Sarà come mi vesto…), e poi perchè puntualmente  arriva sempre una qualche anima che mi ferma per salutarmi e parlarmi. Ora, raramente capita che becchi un’anima che mi piace e che saluto volentieri, ma considerato che sono tipo tre nel mio paese, capita sovente che l’anima che frigge dalla necessità di comunicare con me, appartenga a una di queste tre tipologie di anime:

  1. Anima pia“, quella con intenti santi e salvifici che vuole rincondurmi sulla retta e smarrita via;
  2. Anima saggia“, che sente il bisogno di capire perchè non esca troppo spesso da queste parti e non frequenti i seppur pochi luoghi accettati del paesucolo ovvero il bar della stazione, l’oratorio, il pub che funziona solo d’estate, l’annesso alla Chiesa, il gruppo “canti della Chiesa”, la Chiesa;
  3. Anima beghina“, altrimenti detta “Anima ciarliera” o più precisamente “Anima pettegola“, ovvero gente che non sa farsi i cazzi suoi, fondamentalmente perchè non ha cazzi e la carenza di cazzi spinge a interessarsi ai cazzi altrui.

Per farla molto breve, tutto questo, i molti eventi della mia adolescenza e giovinezza, più la noia ancestrale dovuta al fatto che non c’è una mazza da fare che mi interessi o qualcuno da frequentare che mi interessi, mi hanno portata a vivere malissimo da queste parti al punto da sviluppare anche difficoltà nel trovare un lavoretto, visto che è già successo che abbia vissuto malissimo la cosa.
Quindi, se prendo in considerazione una qualche tipo di sforzo, di impegno, non posso non fare i conti col paesucolo di cui mi ero scordata in realtà, o meglio ero stata talmente presa d’altro da non considerarlo come relisticamente portante nell’equazione che dovrebbe aiutarmi a rinascere e a scappare da qui, con grande sollievo mio e del paesucolo stesso, immagino, che proprio no, non ci prendiamo. Se il perchè è che sono io quella sbagliata, che sono loro intolleranti a qualcuno di leggermente diverso, che sono stata sostituita nella culla e appartengo a ben altri reami, non lo so ancora dire.

Poi ieri la variabile “paesucolo” è tornata perentoriamente a farsi largo, associata alla sua compagna, la variabile “parentado malefico” e con la solita grazia – più che illuminarmi, mi hanno proprio abbacinato la retina-,  hanno riaffermato i loro diritti sulla mia vita.
Non avevo voglia di starmene chiusa in casa e questo ha dato modo a una processione di flagellatori, di farsi avanti e recuperare in tempo perso e come se non fosse sufficiente, tornata a casa ho trovato un nutrito gruppo di parenti scesi da Mondezzolo solo per farmi gli auguri di buon compleanno.
Che cari.
No, davvero, all’inizio ero intenerita: venire qui, solo per me, non me lo merito. E infatti non me lo meritavo tant’è che hanno iniziato con la solita solfa sull’università, sul fatto che non mi laureo e che non lavoro, sul fatto che gli jeans di mio fratello erano sulla sedia (in qualche modo il fatto che jeans di mio fratello fossero sulla sedia mi rende una cacchina sporca, non ho capito bene perchè, ma qui siamo oltre la comprensione), e dulcis in fundo, sul fatto che non ho amici e che non esca.
Ora, quel che è necessario capire è che loro non sanno un’emerita cippa di me. Si sono costruiti nel corso degli anni, una me bislacca e sbilenca, affassonata alla bene e meglio con ritagli di informazioni passati di bocca in bocca e storpiati fin da quando avevo 10 anni (ovvero da quando è morto mio padre, ma la connessione tra le due cose potrebbe essere solo dovuta a coincidenze e tempistiche malefiche, non legate tra loro), sapete, come i giochi di lingue delle scuole in cui si dice una frase in inglese e si passa di bambino in bambino, finchè non si arriva alla fine della catena e della frase iniziale non ne è rimasta nè una sillaba, nè un briciolo di senso riconosciuto da essere umano di qualsiasi nazionalità e madrelingua.
Io, stessa cosa.
Il risultato è una me dai tratti dislocati come quelli di un fantoccio di fango che sta sciogliendosi (come quello biblico, della cultura ebraica, non ricordo il nome…) e che col tempo ha finito per cristallizzarsi nell’idea che Mondezzolo e Cincillacchero si sono voluti fare di me.
Solo alcune informazioni sono vere, come quella che mi vuole un’eretica blasfema e peccatrice incallita, altre sono completamente inventate, altre ancora sono mezze verità come il fatto che non esca molto da queste parti. Il punto è che loro, verità o meno che siano, non le sanno, non le consocono, le hanno costruite su mozziconi di insulti e di pettelezzi sul mio conto. Quindi se passate dalle parti di Mondezzolo o Cincillacchero e sentite parlare di un grumo informe e nefando di vizi e inadempienze, sappiate che sono io.

E’ una cosa da cui non riesco a slegarmi del tutto. Alla fine mi sento in colpa io per essere così, anche se non sono così, o forse lo sono, non lo so. Visto? Sono già in confusione! Non è una cosa razionale, sono disagi che hanno formato e tormentato la me ragazzina e che si riaccendono puntualmente ogni volta che subentrano queste situazioni, questi paesucoli, questa fetta di parentado.
Il problema è che vanno a ostacolare tutti i miei disperati tentativi di forza e rinascita e coraggio e vita. Perchè come si fa a rinascere se non si ha ben chiaro cosa e quanto di se stessi debba sopravvivere e cosa di debbe invece crepare per sempre?

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47 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. meo..... laura
    Apr 18, 2013 @ 10:14:05

    fregatene calipso…….vivi la tua vita ……bella o brutta che sia, o che pensino che sia…..meo

    Rispondi

  2. alexiel80
    Apr 18, 2013 @ 10:26:49

    Quanto valgono per te queste persone? quanta stima hai di loro per attribuire un peso al loro giudizio? Ecco, se come penso la risposta è poco regolati di conseguenza 😉
    ps. golem 😉

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Apr 18, 2013 @ 10:30:56

      Ah vero Golem!!! Non mi veniva proprio sono anche andata a cercarlo di google ma mi dava solo “fantoccio di fango” -.-‘
      Guarda, ho passato varie fasi con loro fin da ragazza tra cui il menefreghismo,ma per qualche ragione non riesco a lasciarmi tutto alle spalle, ormai non mi tancge come prima ma mi tange ancora. Forse dipende da mia madre che ci tiene al loro parere. Boh. Anhce se mi sento in colpa (anche epr questo) francamente di loro non mi interessa più niente…

      Rispondi

  3. Michele
    Apr 18, 2013 @ 11:10:39

    ah se passerò mai da Mondezzolo o Cinciscuazzero ti cerco sicuro 😉
    ma sai io credo che i vizi siano la parte migliore dell’essere umano, da coltivare e esagerare sempre

    Rispondi

  4. ゚・❤ EleOnora ❤・゚
    Apr 18, 2013 @ 11:55:41

    Santa pace… che parentucci…
    TUo fratello i pantaloni non poteva sistemarli da solo? Tua mamma non dice nulla a questi parenti? Cosa hai da dividere con loro? Perchè continuano a tormentarti con ste storie? Pagano loro i tuoi studi?
    Da sbattere fuori casa alla prima predica!
    mi fanno rabbia ste cose… perchè i parenti sono sempre migliori di te… bah ( che poi alla fine guardandoli bene sono veramente pessimi ;P )
    Io, posso solo dirti che come te non so più nulla dei miei parenti da ben… uhm… 12 anni… e, prima era una noia frequentarli o doverli frequentare forzata dai miei genitori…
    Sinceramente se con una persona non hai nulla da condividere parente, amico, mamma che incroci a scuola è inutile tormentarsi e stare insieme.

    RIngrazio Dio pure d’aver cambiato paese… da quasi 2 anni dal mio trasloco ci sentiamo rinati ( io e mio marito ) appena sposati abbiamo fatto la pazzia di andare in paesuzzolo.

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Apr 18, 2013 @ 12:22:23

      Sì me lo avevi raccontanto che sei rinata dopo aver cambiato paese ed esserti allontana da conscenti e parenti.
      Io non vedo l’ora davvero, in realtà solo in secondo luogo per loro prima per aver io +iù voglia di stare in un posto che di qui zero voglia, te l’assicuro!

      Rispondi

      • ゚・❤ EleOnora ❤・゚
        Apr 18, 2013 @ 12:45:43

        certi paesini sono così… purtroppo!

      • Calipso la Liberidea
        Apr 18, 2013 @ 13:01:40

        Molto, diciamo quasi tutti dalle mie parti…

      • ゚・❤ EleOnora ❤・゚
        Apr 18, 2013 @ 13:16:51

        anche al nord 😉
        non preoccuparti…
        Spesso penso ad una cosa… quando ero piccola avevo circa 8 anni. Ero a casa dei miei nonni paterni ( sempre con ste solite visite comandate ) C’erano anche le mie cugine, figlie della sorella di mio padre . E’ passata una vicina di casa dei miei nonni… e, questa non so come mai ha chiesto : ” chi sono le vostre nipoti preferite? ” ed i nonni hanno risposte : ” Le figlie di R. ” io non capisco una cosa a distanza di quasi 30 anni… perchè fare quella domanda davanti a delle bambine? soprattutto perchè dare questa risposta?

      • Calipso la Liberidea
        Apr 18, 2013 @ 16:08:52

        Perchè sono giochi squallidi di cui alcuna gente ha bisogno per sentirsi in qualche modo superiore agli altri soprattutto nel regime familiare….tutto il mondo è paese, stessi meccanismis’instaurano qua non fosse che sono spesso ragzzi della mia età che vogliono drammaticamente portarli avanti non vecchi idioti.

  5. E.
    Apr 18, 2013 @ 12:05:29

    Non avere sensi di colpa se non corrispondi alle aspettative di persone che non ti stimano per ciò che sei e di cui tu, giustamente, non puoi aver stima. Il loro parere per te (e dico per te, non per altre persone) è importante? Se non lo è, ridici sopra, che pensino quello che vogliono. Anzi far pensare vuol dire offrire agli altri un’attività interessante (e talvolta nuova 😉 ).
    Se ti consola, ho dei parenti escrementizi anche io. Quando predicavano, da ragazzina ci restavo male, poi un bel giorno li ho mandati felicemente al diavolo, dicendo di badare ai LORO figli. Una liberazione!!!!
    La rinascita? è un evento che travolge, non si può decidere cosa si terrà e cosa si butterà, perché il nuovo io è già presente in noi. Fenice risorge dalle sue stesse ceneri. In un certo modo tutto si perde e tutto rimane, si rinnova in maniera radicale.
    Un abbraccio
    PS: i pantaloni di tuo fratello che c’entrano?? Se li poteva riordinare da solo, no?

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Apr 18, 2013 @ 12:19:58

      Il punto non sono i pantaloni, il punto è avere qualcosa che possa svilrmi da rimbrottarmi contro.
      Non se la prima che mi dice che ha oiniziato a crollarsi di dosso un sacco di merda mandando al diavolo i parenti. Io non li considero quei parenti lì almeno, non fanno parte della mia vita al punto che mi accusano di nn andarli mai a trovare. Non mi importa mi fannos tar male e mi hanno sempre fatto star male. quindi ci sto alla larga, e continuano anche da lontano che pèer vie traverse so che tengono veri e proprio conciliabili su me e le mie carenze vere ed eventuali.
      Ma poi vengonoa casa mia e io per rispetto verso mia madre non mi metto a risponder loroin ffaccia e ingoio e nonc e la faccio + credimi. Il reato del tempo possono andarsene al diavolo.;)

      Rispondi

      • E.
        Apr 18, 2013 @ 12:54:14

        Posso capire. Tenerli a distanza, non andare mai a trovarli è già una buona soluzione. Il piano B? Cercare di avere impegni quando vengono a casa tua (strategia adottata e ottima!).
        Altrimenti… prova a essere tu a far domande e predicare. Tutti hanno un punto debole. Non offendi nessuno, se si offendono, beh, col loro stesso tono si dice “Ma è solo una domanda! Che permaloso!”. Rivoltare le armi funziona benissimo. Mi rompevano le scatole sul “Cosa farai dopo una laurea in filosofia? non serve a nulla?” e io rimbeccavo chiedendo dei miei cugini (poco studiosi e “ochi”). 😉 Soprattutto, non dare a vedere di essere furiosa, prendili per i fondelli! Si stuferanno prima di te!

      • Calipso la Liberidea
        Apr 18, 2013 @ 13:01:18

        La mis tecnica non è tanto diversa, rispondo con frecciatine che so li colpiscono ma non eccedo mai anche se vorrei. Ho una sorta di reverenziale pudore ma non per loro, per mia madre… Sogno cmq il giorno in cui mi sarò alle frecciatine a briglia sciolta,magari senza mia madre nei paraggi…Fidato riesco già a immaginarmi il paicere che mi solleticherà 😉

  6. Eli
    Apr 18, 2013 @ 14:39:32

    Carissima, scusa il ritardo, ma prima di tutto buon compleanno!!! 🙂 ho letto dei regali e le coccole che ti hanno fatto, tutto super-meritatissimo!
    Mi dispiace di leggere dei tuoi parenti-serpenti! Purtroppo questa e’ gente che ha seri complessi di inferorita’ nei confronti del mondo, e cosi’ vanno in giro a criticare superficialmente gli altri. Si, perche’ ricorda le persone serene e sicure di se’, hanno una vita loro e non hanno tempo di guardare la tua.
    Evitali, finche’ puoi, ma quando sei con loro, prendili apertamente in giro, con un gran sorrisone e di’ loro “ma certo che io sto sempre sola, e non esco mai, di certo non come voi, che avete tanti amici ed uscite sempre. Avere una vita come la vostra dev’essere fantastico”. “Che fortuna essere come voi”. Sorprendili con cio’ che non si aspettano! 🙂 Oppure ignorali, fa’ come se non esistessero. Ti fanno notare i pantaloni di tuo fratello, tu guardali, e non commentare, ne’ dire niente di te, evita di rispindere ad ogni domanda e ributtala su di loro! Dl tipo “Si’, e’ vero io non sono tanto in forma, ma voi invece siete cosi’ belli e vestiti bene”.
    Non e’ facile, ma con la pratica ci si riesce!
    Ed e’ vero che questa gente si basa su dettagli superficiali, ma il loro scopo non e’ conoscere te, quanto usarti per sentirsi meglio. Per questo ti dico, non meritano le tue attenzioni, ne’ che tu perda tempo a discuisire con loro. Da’ loro ragione sempre, come si fa coi i bimbi!
    Un grande abbraccio! ti capisco!
    Eli
    P.S. grazie mille per essere passata da me, ti rispondo presto! 🙂

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Apr 18, 2013 @ 16:15:23

      Ma grazie di cosa! Il tuo blog è molto interessante solo che wordpress non mi avverte quando scrivi qualcosa perchè sei conblogspot quindi potrei non accorgermi che hai pubblicato e metterci un po’ a leggere ma si ho aggiunto comunque tra i contatti così non ti perdo 😉
      Grazie mille per gli auguri (oddio ti sei letta tutte le mie ciance arretrate!:P) e credimi se ti dico che sono fermamente decisa a scrollarmeli di dosso ancora più di quanto non ho fatto finora ‘sti cavoli di aprenti. L’altra volta gli ho risposto che è sempre meglio avere qualcuno che ti sparli dietro piuttosto che divetnare uno che sente il bisogno di farlo. Si sono gelati tutti :p!
      il mio problema è che dopo mi sento in colpa e un’arpia senza ritegno quindi piuttosti che stare col dubbio di aver fatto la maligna subisco… non molto furba in effetti.
      Grazie per i consigli
      Un abbraccio

      Rispondi

  7. Mohawk
    Apr 18, 2013 @ 15:09:51

    Allora, mi sembra ci siano solo 3 possibilità:
    1- Compra (o fatti prestare) un bel AK47 e sterminali tutti.
    2- Vattene.
    3- Sopporta facendo finta di niente.

    Certo, l’opzione 1 sarebbe la preferita, ma capisco che è la meno praticabile, allora non rimane che pensare all’opzione 2 e nel frattempo mettere in pratica la 3.
    Che poi è esattamente quello che stai facendo.

    Molto utile il mio commento di oggi, vero?

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Apr 18, 2013 @ 16:17:47

      Sì ultimamente sei molto utile devo dire… sei spompato mi sa, non hai voglia di scrivere.
      Io metterei in atto l’opzione una ma non so cosa sia quel cosa, tipo una mitraglia? Un bazooka? Qui abbiamo solo lupare, siamo in Calabria,sai… non vedo l’ora di andar via. In Canada, anzi America!

      Rispondi

      • Mohawk
        Apr 18, 2013 @ 16:38:07

        Sì, hai ragione, scusa per i miei commenti inutili.
        Sì, hai ragione, sono spompato, troppi pensieri e troppo poco tempo.
        Allora cercherò di scrivere qualcosa solo quando avrò qualcosa da dire.
        Che non è da me, io parlo in continuazione pur non avendo mai nulla da dire.
        Come adesso, vedi?

      • Calipso la Liberidea
        Apr 18, 2013 @ 18:22:30

        Ma no non era una lamentela o una richiesta di modifica, solo una constatazione ma l’ho notato più dal tuo blog che dai commenti. In realtà il fatto che nonostante tutto tu riesca a leggere le mie stronzate e a darmi sempre un tuo parere mi fa molto piacere 😉

      • Mohawk
        Apr 18, 2013 @ 22:57:46

        L’hai notato dal mio blog? Ma non scrivo mai niente di me!? E non ho mai pubblicato tanto come in questo periodo! Cos’hai notato?

      • Calipso la Liberidea
        Apr 19, 2013 @ 07:19:05

        Non mi riferivo al numero di poist pubblicati chiaramente, ma al fatto che gli ultimi sono più lapidari degli altri. Non che ci sia niente di male, ti ho solo detto da cosa ho capito che avevi la testa in altre cose impegnata

  8. 82sophie
    Apr 18, 2013 @ 22:33:12

    Emigra? Quando esco io non mi saluta nessuno, non mi ferma nessuno, non sparla nessuno, e vivo qui da vent’anni!

    Rispondi

  9. Nickel Nine
    Apr 19, 2013 @ 07:39:35

    Non dovresti fidarti delle cosiddette “Anime Pie”… L’esperienza che si ha con esse è fondamentalmente fuorviante. Credono di porsi su un piano di uguaglianza formale distribuendo consigli a manetta, quando in realtà non hanno le referenze neanche per accomunarsi all’esperienza di un bidet, tanto per usare una metafora assurda. Si tratta sempre di superiorità, o nel migliore dei casi (e accade frequentemente) un modo inconscio per curare le proprie ferite. Così un ferito tenta di curarne un altro, ed un altro ancora… Ma come vedi non si viene mai a monte del problema, perché a capo di questa catena, a monte, non c’è una sola persona sana. A valle, invece, tutti i reflui di questa immensa tragedia rappresentata dalle persone che in buona fede tentano di spingersi oltre i propri confini, spesso e volentieri rovinando altre vite.
    Non esiste un manuale di istruzioni univoco: ognuno ha i propri tempi, la propria vita. Nessuno ha scelto di nascere, perciò credo fermamente che vada vissuta come si desidera.

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Apr 19, 2013 @ 10:45:40

      Ma infatti sono le persone di cui meno mi fido, fidati :p!
      E’ che sono veramente tante, da queste parti e tante nel corso della mia vita ne ho dovuto sorbire.
      Ma sto pian piano spurgandomi, anche se a volte è più drastico di quanto non sembri, che spurga spurga non resta molto e il pensiero che suia tu il problema permane e bello forte…
      Grazie per aver letto il mio post e per i toui consigli 😉

      Rispondi

      • Nickel Nine
        Apr 19, 2013 @ 19:08:20

        Beh, è evidente che “tagliare il cordone ombelicale” (per usare un’altra analogia) con parte del proprio vissuto è essenziale per andare avanti. Da un punto di vista psicologico, è la norma, direi. Rappresenta la giusta distanza che si può prendere da un evento per permettersi di affrontarlo con calma, con occhio obiettivo, capire se si è sbagliato oppure se le nostre paranoie non sono altro che il frutto di una cattiva percezione delle cose (e quante volte tendiamo a ritenere che i giudizi degli altri siano più chiari dei nostri! Purtroppo i condizionamenti sono molti). In sintesi: ti sembra di avere delle qualità? Ti sembra di avere a portata di mano una vita e delle idee degne di essere sviluppate? Se sì, non ti devi chiedere altro. Bisogna che anche la vita sappia ricompensarci un po’. Metterla in condizione di farlo, perché aspettando non succede proprio nulla, quando non addirittura tutto peggiori.

      • Calipso la Liberidea
        Apr 20, 2013 @ 06:01:15

        Sì, mi sembra di aver vissuto seguendo delle idee giuste, le regole migliori, molto più di quelle che mi venivano propinate e che francamente non riuscivo a rispettare tanto mi sembravano bislacche e prive di senso. Non riesco a vivere seguendo linee prive di senso, il problema è che se sei una bambina e poi un’adolescente e tutto tutto tutto lo stramaledetto mondo in cui vivi ti dilania dicendoti che sei sbagliata e sche sbagli nonostane tu non riesca a cambiare rotta perchè quella sei tu e non capisci cosa sbagli che tu vedi un senso in tutto quello, allora vcredimi anche a 30 anni e 5 giorni, fatichi a staccartene. Senti ma sei un lui o una lei? Giusto per capire il + possibile con chi parlo 😉

  10. infranotturna
    Apr 19, 2013 @ 09:37:00

    Immagine di sè: ciò che noi crediamo che gli altri pensino di noi. Questo è il tema del tuo post, peraltro ben scritto e gustoso.
    Tu in realtà non sai cosa pensino di te i tuoi compaesani, ma credi di saperlo e ti comporti di conseguenza cioè ne soffri. In realtà sei tu a pensare di te stessa quel che hai scritto. E infatti l’hai scritto tu, non loro.
    Ciò premesso non vedo cosa obblighi una trentenne a stare in un luogo che ritiene negativo per se stessa. Cosa?
    Baci

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Apr 19, 2013 @ 10:37:54

      L’università.
      Ho questa spada di Damocle, finchè non finisco non vaqdo via anche perchè mi manca solo la tesi in teoria.
      Sicuramente è lo specchio di quello che io penso che loro pensano, hai ragione, il pèroblema è che me lo hanno detto e dimostrato in vent’anni quindi non è campato del tutto in aria. Ne soffro solo in parte oramai, credo che abbia fortemente contribuito negli anni, a rendermi ciò che sono ma ormai è uan situazione normalizzata,ci faccio poco caso s enon quando succede qualcosa di particolarmente noioso.
      Tu sei saggia, sai?
      Non c’è stato un tuo commento non pinderato o un tuo post leggendo il quale non l’abbia pensato…

      Rispondi

  11. Hasegawa Kooji
    Apr 19, 2013 @ 12:09:14

    Fregatene… è un consiglio lampo, spiccio, ma non mi sento di dirti altro. Non definire te stessa con gli occhi degli altri. Fregatene, vivi secondo la tua coscienza

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Apr 19, 2013 @ 13:27:00

      “Non definire te stessa con gli occhi degli altri” è una cosa che provo a fare da tanto temo. Ho fatto molti passi avanti ma non ci sono ancora riuscita del tutto. Francamente non so bene come fare…

      Rispondi

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