Requiem for a life

Non so perchè oggi è una brutta giornata, ma sento come una catastrofe vicina.
Il cedimento di ogni diga? La perdita di ogni speranza? La perdita di … lui?
Sarà per la giornata di ieri, che piena di peccati e cedimenti e fallimenti, non può essersi conclusa senza conseguenze profonde, come un preambolo al peggio.

Ho paura.
Mi aggrappo con un misero filo a quella voce, flebile,sempre più flebile, che mi dice che andrà tutto bene, che mi devo impegnare, che la capacità e la forza per impegnarmi le ho, devo dolo spolverarle. Che posso essere amata che lui li mi ama ancora, come mi aveva soprandentemente detto, anche se non è il mio ragazzo.

Scrivo presto oggi sul blog, più presto del solito, perchè ho come l’impressione che il tempo si comprimi, e che oggi più che mai io abbia bisogno di ogni secondo disponibile in più, per provarci con ogni fibra del mio corpo, provarci e riprovarci e riprovarci ancora e ancora, finchè non mi riesce di scrivere e studiare e dimagrire ed essere.
Perchè avrò bisogno a fine giornata di aggrapparmi a piccolo traguardo, quasi un compensativo per attutire la caduta kilometrica della catastrofe?
Spero di no. Spero.
Ma nè le candele profumate, nè le varianti caffè e cappuccino, nè il cielo, con quella giusta intonazione di grigio che solitamente s’accosta splendidamente alla mia malinconia e mi rende serena, riescono a scalfire il presentimento.
Sembrano piuttosto lo scenario adatto al presagio maledetto.

Mia madre mi è passata accanto senza rivolgermi sguardo o parola. Credo le faccia oramai, inevitabilmente repulsione. In compenso, la bustona di Pan di stelle mi fissa benevola e sorniona dal tavolo della colazione, con la falsa, melliflua, promessa di compensare a ogni carenza ambientale e sentimentale.
Gli articoli da scrivere sono aperti da ieri, bianchi come un sudario senza segni nelle rispettive pagine word. Morti perchè non sono nati quando avrebbero dovuto.
La catasta dei libri da studiare mi guarda ghignante nella luce vinaccia che ha deciso di assumere stamane, la mia camera.
Le voci della vita arrivano attutite dall’umidità dell’aria.
L’attesta della tempesta che si prepara fuori, grava sulla mia stanza come in quella di Noè, in archetipica connessione.
Il cellulare non squilla, lui non mi sente e non mi vuole parlare, ma perchè dovrebbe.

Catastrofe.
Una labile e incerta preghiera,è tutto ciò che posso imbastire:
Che stia lontana, un altro po’. Che mi dia il tempo di raggranellare qualche sorso di vita prima di soccombermi.
Immagine

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11 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. ゚・❤ EleOnora ❤・゚
    Gen 24, 2013 @ 13:42:20

    perchè non chiedi a tua mamma il motivo di questo suo atteggiamento?
    un abbraccio dolce ragazza 🙂

    Rispondi

  2. © Vera Marte
    Gen 24, 2013 @ 17:56:16

    Brutto affare i presagi di catastrofe imminente, ma basta ignorarli! 😉
    Io mi sono disintossicata dai Pan di Stelle sostituendoli con quelli fasulli del discount. All’inizio mi abbuffavo anche di quelli, ma a lungo andare mi hanno stufata e mi è passata la voglia perfino di quelli veri. Si vede che nei falsi non c’è l’ingrediente segreto che dà assuefazione… 😛

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Gen 24, 2013 @ 18:12:11

      Ahahahaah sisi anche io spesso li rpendo fasulli perchè quelli originali costano troppo, ma non sono neahce i miei preferiti, p più una questione di ‘ndo cojio, cojio, quando sto in fase depressiva. Ecco quindi perchè non dimagrirò mai!

      Rispondi

  3. sarablogga
    Gen 25, 2013 @ 00:37:38

    Tua madre non ti caga, il pandistelle ti fissano, i libri ghignano, gli articoli sono pagine vuote e il telefono non squilla.
    Ma tu cosa fai? Resti solo a guardare?
    Scusa se sono un po’ brusca, ma sembra di vedere me stessa. Non faccio altro che valutare da fuori le mie varie situazioni senza però fare davvero qualcosa per cambiare.
    Dobbiamo reagire!!! Che ci succede?!!!

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Gen 25, 2013 @ 08:31:27

      MA hai ragione,è questo il problema: io sono ferma subisco e non reagisco.
      Ok, sono d’accordo reagiamo. Mmh vado a buttare i pan di stelle nella pattumiera così non mi fissano più, scommetti?! :p è pur sempre un inizio.
      Ora tocca a te: che fai per reagire?

      Rispondi

      • sarablogga
        Gen 25, 2013 @ 12:42:35

        Grande!!!
        Io ieri ho accettato di fare la scrutatrice alle elezioni, così sono costretta a darmi un po’ una mossa, in una qualunque direzione. E oggi faccio la telefonata che devo fare da qualche giorno e che mi crea ansia! Dai, un passo per volta!

      • Calipso la Liberidea
        Gen 25, 2013 @ 13:59:12

        Bravissima! Io ovviamente non ho fatto domanda atempo debito… la mia solita sciatteria

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