Come una Fenice

La vita mi ha insegnato solo a rinascere. E non c’è niente di poetico in questo, solo cruda e nuda necessità. Perchè lo sai che cadi, che cadi di continuo fin da quando sei bambino e le cadute erano dalla bicicletta o dai pattini, adesso invece le cadute sono dalla vita. Veri e proprii inciampi, magari c’è chi ha più equilibrio, magari chi è sostenuto da altri, o chi invece cade più spesso, come me che faccio parte di quella categoria di persone che hanno le gambe di ricotta proprio e cadono di continuo.

La mia vita è un’immensa, ripetuta, continua caduta. Non c’è altro che so della vita se non che si cade. E so che esistono una decina di modi per rialzarsi e tanto quanto impara il bambino a farlo mentre impara a camminare, così deve imparare l’adulto. E se non lo fa?
Eh…so’ cazzi! In generale sono tre le soluzioni che comprendono tre tipologie di individui anche:

  1. C’è chi viene aiutato ad alzarsi perchè ha un nugolo di persone che lo amano attorno, che lo rialzano. Sono le persone più fortunate secondo me perchè, essendo sostenute da così tanta gente, cadono poco, cadono semrpe meno, imparano infine a non cadere;
  2. C’è chi invece cade spesso e deve imparare da solo ad alzarsi, e si sbuccia le ginocchia tante di quelle volte che le cicatrici restano indelebili per tutta la vita, e che nei casi più fortunati, arriva a capire come cadere un po’ meno spesso, o comunque cercando di non farsi troppo male.
  3. E poi c’è chi ha difficoltà ad alzarsi, chi cade ed è schiacciato da un peso tale che ha bisogno di tempo per raggranellare le forze bastevoli a scollarselo di dosso o a imparare a camminare con questo sul groppone. E ne frattempo arranca e striscia come può.

Io appartengo alla terza categoria, e sto cercando di imparare a salire verso la seconda, un po’ come vengono scontati i peccati nel purgatorio e si scalano i gironi.Sono caduta tante di quelle volte che ormai non mi pesa tanto la caduta, ma solleversi è sempre più difficile. Ho strisciato tanto, nascondendomi a un mondo che mi rispecchiava solo nei termini della mia inadeguatezza.
Il punto è che mi sono sempre rialzata. A volte dopo anni, a volte sono caduta cinque minuti dopo, ma mi sono sempre rialzata.
E ho imparato che rinascere è bello, che scrollarsi le ceneri del passato è sano, che il falò che ti consuma prima della rinascita brucia e fa male, ma è purificatorio.
Rieccomi pronta a bruciare, a farmi male, a scrollarmi la cenere delle stronzate passate di dosso, e a rinascere di nuovo.
Come una Fenice.

Immagine

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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. sarablogga
    Gen 20, 2013 @ 20:19:12

    Grande!
    Questo è un post pieno di stimoli positivi!
    Grazie!

    Rispondi

  2. grimilde79
    Gen 21, 2013 @ 04:57:22

    Ci si arriva, alla seconda categoria. Ci si arriva. Con pazienza e anche tolleranza verso le proprie cadute, anche se sembra un paradosso.

    Rispondi

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