In un’altra stanza, in un’altra vita

La volete sentire una storia patetica? Ma non di un patetico-accettabile come quella che ho scritto stamattina, rielaboraazione favolistica di un sogno, quindi accettabile perchè inconscio, ma un patetico proprio patetico, un patetico al quadarato, perchè narra di scelte consce, molto consce, conscissime direi. No? Non volete? Eh … fate bene, ma questo è il mio blog e si dia il caso che io possa imperversare facendo il bello e il cattivo tempo.

Dunque, siccome ogni qualvolta mi metta a studiare vengo colta da terribili stati d’ansia e non riesco a respirare visto tutto quello che ho accumulato negli anni e che mi opprime la mente e il cuore, ho deciso di creare un’ambientazione che mi scolleghi il più possibile dalla realtà, che non mi faccia riecheggiare in mente le voci di tutti quelli che hanno sostenuto che io sia inadeguata e non ce la farò mai, perchè come disse lo psicologo, i pensieri negativi tendono a prendere il sopravento della nostra testa e qualsiasi attività che richieda concentrazione, viene scalzata da questa e risulta impraticabile.

Quindi cos’ho fatto per non lasciare campo libero a questi pensieri? Ho acceso 5 lampade in camere, attorno allo scrittoio, affinchè la luce anomala mi faccia percepire diversamente queste quattro mura, ho messo in sottofondo un episodio dlela quarta stagione di una mamma per amica e mi sono fatta un’enorme bicchierone di frullato di frutta e latte. E ora sono qui con i libri aperti e senti senti, riesco a studiare. Magari poco, magari a stento, ma estraniarmi dalla mia realtà e tenere la mente aperta verso altre immagini, altri contesti ed altre storie più accattivanti come studiare all’università di Yale, mi consente di non cedere al senso di fallimento e soffocamente legato al’università e preparare questo maledetto esame.

Sentito mai nulla di più patetico?! Ora sto studiando letteratura contemporanea a Yale, vedete qui sotto? Precisamente nella sezione del college in cui ci sono le camere studenti definito Branford, di cui parlò Robert Frost (che sto studiando per giunta) e disse che questo ha il cortile più bello dei college d’america. Figo no?
😉

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9 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. sarablogga
    Gen 18, 2013 @ 23:44:17

    Fighissimo e per nulla patetico.

    Rispondi

  2. alexiel80
    Gen 19, 2013 @ 01:41:01

    Ma infatti, perchè patetico? Funziona? e allora bene così. Sai come studiavo io? Tv accesa in soggiorno (stavo li), in camera mia pc con icq attivo e radio a basso volume, guardavo la tv e ogni tanto chattavo, e tra le due cose studiavo…e ti assicuro rendevo mille volte meglio che nn silenzio di tomba. Il caos mi indirizzava mentre il silenzio mi faceva disperdere.

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Gen 19, 2013 @ 08:50:31

      Ma infatti sai che ha funzionato? E’ proprio la distrazione insita nel contesto che ho creato che mi ha permesso di non perdermi.Mi sa che lo rifaccio :p

      Rispondi

      • alexiel80
        Gen 19, 2013 @ 11:00:38

        Trovato un metodo, trovata la soluzione;) poi se qualcuno storce il naso…lascialo fare visto che sei tu che studi 😉

      • Calipso la Liberidea
        Gen 19, 2013 @ 11:09:52

        Non è solo lo studiare… come posso spiegarti…
        In quello che sembra una specie di gioco di ruolo (da qui dicevo, l’esser patetica, perchè è un metodo che usano i bambini per fare le cose che devono), c’è la forza che non riesco a trovare in altro per cominciare ad agire. Come se debba prospettare la mia vita diversamente anche associandola a telefilm e olandola in un altro ambiente per farle prendere la giusta direzione…

      • alexiel80
        Gen 19, 2013 @ 16:22:07

        non importa, se ti aiuta ad ottenere dei risultati ben venga. In un secondo step penserai a come ottenere lo stesso in maniera “normale” intanto questo è il primo 😉

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