Il valore di ogni singolo giorno

Oggi è il 16 Gennaio 2013, si riparte, dovrei ripartire. Stento e latito come sempre, ma non è più il caso di perdere tempo, è questo uno degli obiettivi del blog, quello di rimediare all’infinita trafela di giorni inutili, giorni senza un senso, acromatici. Il desiderio di vedere un po’ di colore, tenero timido e pastello magari, o anche un blando grigio come queste giornate di tempeste e d’inverno ma che importa? E’ comunque colore, no? E’ comunque un giorno sensato, un giorno non buttato, un giorno vissuto.

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Uno degli obiettivi di questo blog è quindi, come dicevo quello di scoprire il valore di ogni singolo giorno, cercarlo, assuefarmi al bisogno di vivere in termini di senso, di pratica, di essere vero e proprio e siccome comincio l’anno con un po’ di ritardo, sfrutto l’occasione per allenarmi un po’ e ricerco quanto di buono ogni giorno può avermi regalato. Se me lo ha regalato. Proviamo:

  1. GENNAIO: io e il capodanno non andiamo generalmente d’accordo perchè è momento di bilancio e il mio bilancio è sempre gramo anzi, completamente privo di voci. Ma quest’anno ho deciso di viverlo in maniera diversa, già impostata nell’ottica di dare una svolta, di camminare seriamente. Avevo intenzione di costruire questo blog la notte di capodanno per imprimergli la carica quasi magica della rinascita e del nuovo inizio, ma ho passato la serata a dedicarmi al mio “Capodanno anomalo”. Il Capodanno anomalo non è niente di particolare, consisete semplicemente nel decidere da te come vivere questo giorno speciale senza lasciarsi trascinare dal vortice del dover fare sempre e solo nel modo dettato dagli altri. Che in realtà, nel bene o nel male è la mia impostazione di vita. Ma se gli altri anni vivevo  la sera di capodanno come il sunto di una vita scevra di fatti ed emozioni – complici anche le persone tutte che continuiavanoa  lanciarmi occhiate oblique per non uscire la notte di capodanno -, quest’anno ho vissuto tutto con uan serenità e una dolcezza decisamente anomali. Trattasi per questo di una notte di Capodanno doppiamente anomala: ho passato la sera a mangiare serena senza sensi di colpa (mai successo prima d’ora), essendo senza parenti aggiunti come le altre feste abbiamo cucinato e mangiato cose che a me piacciono; ho guardato i Griffin; ho provocatoriame sbefeggiato e ignorato i fuochi d’artifico che fiorivano a bizzeffe attorno casa mia allo scoccare della mezzanotte, pacchiani e anonimi, desiderosi di attenzioni, mentre la mia di attenzione era dedicata tutta al libro della Rowling The casual vacancy che tenevo in serbo da mesi per poterlo leggere in un’atmosfera speciale e che avevo iniziato qualche ora prima cucinando per il cenone, quindi leggevo la mia Rowling e sorseggiavo spumante, fermandomi solo 30 secondi per brindare con i miei e per addentare il panettone alla crema e amarena col croccantino di cioccolata e biscotto sopra che ho scelto per l’evenzienza e poi riallacciarmi al piacere vezzoso e completo, palpitante e MIO della lettura; e ho continuato a leggere mentre i miei biscotti allo zenzero e cannella cuocevano e improfumavano la notte del mio capodanno anonimo; poi mi sono connessa e ho aspettato un paio d’ore una mia amica su internt, lei era sola a Milano, avevamo chiacchierato la sera, tra una portata e l’altra (appunto: anomalo!) e volevamo scrivere un racconto  due mani, e ho scribacchiato un po’ sulla mia moleskine, preparando l’eggnog; infine l’ultima parte della mia notte anomala, ho aspettato l’alba del primo giorno dell’anno con le lucine ghiaccio e bianche del mio albero di natale a illuminare la notte mai silente dell’1, ignorando ancora gli orridi botti che riverberavano sui vetri, leggendo il secondo libro che avevo messo da parte 1Q84 di Murakami (quanto contano per me i libri e la lettura e la scrittura, immagino sia chiaro da queste righe) spiluccando omini di pan di zenzero ancora caldi e lasciandmi coccolare dalla fragranza tutta natalizia dell’eggnog che caldo scendeva nella gola e ammorbidiva me la mia tensione e lo stesso pail in cui ero avvolta. Cosa salvo dell’1 Gennaio? Tutto questo, tutta la forza che ho messo nel dimenticare d’esser qui e sola, nel dimenticare che non ho molto, che il 2012 mi ha lasciato poco, ritagliandomi il mio sereno e profumato Capodanno anomalo.
  2. –  5. GENNAIO: c’è molto da salvare in questi 5 giorni, capeggiati dal 2 gennaio quando sono andata a spedire il pacco che avevo preparato per Odisseo (parlerò di lui i prossimi giorni), con cuore che perdeva un rintoco ogni passo che facevo verso la posta, e tornando cosa trovoa  casa se non un pacchetto che lui aveva spedito a me per natale, senza neanche parlarne, così, lo stesso giorno lo stesso pensiero? L’emozione travolgente e per me anomala del sentirmi amata, e desiderata anche se da lontano visto che non ci siamo mai ancora visti, il raccontarglielo e aspettare fremente che mi chiamasse il 3 gennaio sapendo che aveva trovato il pacco a aspettarlo com’era successo a me. Salvo Odisseo, le emozioni in cui mi sono cullata quei giorni, così forti, così belle, così niente in confronto a chi ama ed è amato e sa di piacere davvero a qualcuno e non los ente solo per telefono, ma che mi danno un briciolo di speranza, precaria, tremula speranza;
  3. vedi 2 gennaio
  4. è il giorno della mia ultima abbuffata, il giorno in cui ho lasciato prevalere la Calipso Nera, il giorno di cui parlo qui https://webcamaccesa.wordpress.com/2013/01/15/epifania-lultima-abbuffata-si-porta-via/ . Potrei salvare quel senso estatico fi piccola gioia e batticuire, di sicurezza e quell’ombra di felicità che lì descrivo, ma sono abbastanza consapevole della falsità, della metificità di questa ombra di sta bene da non considerarla un bene. Perchè quel senso di sazietà è negletto e mortifero, riempie per svuotare ulteriormente, come fa la droga che ti fa pagare a caro prezzo un memento di estasi. Be’ il cibo è la mia droga. Quindi non salvo niente di quel girono, consapevole di averlo gettato alle ortiche, irrecuperabile perso come i giornia  avenire fino al 15 Gennaio, giorni il cui ho mangiato ancora, tanta è l’assuefazione alla droga, giorni che non ho vissuto, pensato, fatto perchè io, Calipso la Liberidea non esisteva, la Calipso Nera suggeva da me tutta la vita che avrei dovuto avere e mi lasciava solo e sola, la depressione più nera e profonda.
  5. vedi 6 Gennaio.
  6. GENNAIO è il giorno in cui ho aperto gli occhi e mi sono fatta coraggio. Calipso la Liberidea ha visto lo snodo insito in se stessa e ha dato un pugno alla Calipso Nera, per stordirla e riprendersi lo spazio ch’ella le aveva tolto. Ho passato la giornata a capire come combatterla e avere una speranza di vincere. Ho pasato il 15 gennaio 2013 a costruire questo blog, a progettarlo, a capire cosa e come impostarlo, a capire che avevo bisogno di mettermi completamente a nudo per non mentire a me stessa, di scrivermi per potermi riscrivere e rinascere. Salvo questo blog e il ruolo che avrà nella mia vita in questo 2013, le persone che sto già cominciando a consocere e che leggeranno quel che sono, da cui imparerò e di cui mi soprenderò condivuidendo le loro giornate, i loro successi, la loro vita. Salvo Calipso la Liberidea e lo snodo vitale in cui ha iniziato a vivere.
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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. sarablogga
    Gen 16, 2013 @ 16:11:13

    Non posso che augurarti “buon viaggio” e che ogni piccolo evento positivo diventi per te fonte di ispirazione per moltiplicare la positività.

    Rispondi

    • Calipso la Liberidea
      Gen 16, 2013 @ 16:34:48

      Greazie mille! Non è mica un augurio da poco! SPero dolo di essere costante e non lasciarmi rpendere dalla depressione che incombe sempre….

      Rispondi

      • sarablogga
        Gen 16, 2013 @ 17:07:33

        La costanza è una cosa che tutti vorremmo, ma non è come dirlo…. credo che sia ancora + fondamentale non perdersi d’animo quando ci si imbatte in una “caduta”, ma rialzarsi e riprendere a camminare.
        Dai! Ce la dobbiamo fare!!!

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